Il 16 giugno è il cosiddetto Tax Day, una delle giornate più impegnative per i contribuenti italiani. In un unico giorno si concentrano oltre 15 adempimenti fiscali per famiglie, proprietari di immobili, partite Iva, sostituti d’imposta, imprese e intermediari finanziari. La scadenza più attesa è quella dell’acconto Imu 2026, ma non è l’unica: nello stesso giorno scadono anche versamenti Iva, ritenute fiscali, contributi Inps e nuovi obblighi legati al Modello 770 semplificato.
Acconto Imu 2026, chi deve pagare entro il 16 giugno e cosa succede se non si rispetta la scadenza
L’appuntamento principale è il pagamento dell’acconto dell’Imu. Riguarda i proprietari di seconde case, aree edificabili e terreni agricoli, oltre ai possessori di abitazioni principali considerate di lusso (categorie catastali A/1, A/8 e A/9). Il saldo sarà poi il 16 dicembre 2026.
Chi non riesce a pagare entro il 16 giugno non è perduto: esiste il ravvedimento operoso, uno strumento che consente di regolarizzare la propria posizione versando l’imposta dovuta, gli interessi maturati e una sanzione ridotta. Le percentuali sono molto più contenute rispetto alla sanzione ordinaria del 25%: entro 15 giorni dalla scadenza si applica uno 0,08%, che sale all’1,25% entro 30 giorni e all’1,39% entro 90 giorni, crescendo progressivamente con il passare del tempo. Si può accedere al ravvedimento operoso però solo finché la violazione non è contestata formalmente o non sono iniziate le attività di controllo da parte delle autorità competenti. Il pagamento si effettua tramite modello F24, bollettino postale o il portale dell’Agenzia delle Entrate.
Non solo Imu: il 16 giugno si concentra una raffica di adempimenti fiscali
Ma non c’è solo l’Imu, il 16 giugno, c’è un vero e proprio ingorgo fiscale con oltre 15 adempimenti diversi. Scadono anche i versamenti Iva di maggio per i contribuenti mensili, la quarta rata del saldo Iva 2025 per chi ha optato per la rateizzazione, e gli adempimenti delle Pubbliche amministrazioni legati allo split payment. I datori di lavoro e i sostituti d’imposta devono versare le ritenute operate il mese scorso su stipendi, collaborazioni, compensi professionali e redditi di capitale. C’è poi una novità quest’anno: la versione semplificata del Modello 770. I sostituti d’imposta che hanno aderito a questo sistema non devono più attendere la fine dell’anno per inviare la certificazione unica: entro il 16 giugno devono trasmettere il prospetto dei cosiddetti “dati aggiuntivi” (informazioni che prima confluivano nel vecchio modello) e versare le ritenute operate sui redditi di lavoro dipendente e assimilati del mese di maggio. Tutto attraverso il modello F24. Il non rispetto può dare il via all’accertamento dell’Agenzia delle Entrate.
Sul fronte previdenziale scadono i contributi Inps per i lavoratori dipendenti e quelli della Gestione Separata per collaboratori e professionisti. Nel Tax Day scadono anche le ritenute sugli affitti brevi, la cedolare secca trattenuta dagli intermediari, la Tobin Tax sulle transazioni finanziarie di maggio e ulteriori versamenti specialistici per intermediari finanziari, assicurazioni e organismi di investimento.
Attenzione alle sanzioni dopo il 16 giugno
Un ingorgo fiscale che rende il 16 giugno una delle date più delicate del calendario fiscale. Saltare anche una sola di queste scadenze può costare caro: sanzioni, interessi e il rischio concreto di finire nel mirino dell’Agenzia delle Entrate. Quindi è fondamentale verificare con attenzione la propria posizione fiscale e, in caso di ritardo non aspettare: prima si ricorre al ravvedimento operoso, meno si paga.
