Notte di bomber e di imprese che ridisegnano la storia mondiale, con Leo Messi e Kylian Mbappé a passeggio nel giardino dei più grandi di sempre ed Erling Haaland che presenta le credenziali di cannoniere spietato nella sua prima volta nella fase finale della Coppa del Mondo. Segnarsi la data sul calendario: 16 giugno 2026. Nulla sarà più come prima anche se siamo solo all’inizio del Mondiale americano e la sensazione è che di tutti e tre sentiremo parlare fino a luglio inoltrato, quando le sfide diventeranno decisive per prendersi (o tenersi) lo status di campione del mondo.
Messi ha scritto la storia e anche oltre demolendo l’Algeria con una tripletta che, in maglia albiceleste, non faceva dal 2024 quando aveva steso la Bolivia nel corso delle qualificazioni. Tre gol che hanno regalato all’Argentina un debutto da sogno e che lo collocano al fianco di Miro Klose nella classifica dei cannonieri più prolifici di tutti i tempi in un Mondiale con 16 centri. Traguardo raggiunto nella gara d’esordio della sesta partecipazione, in risposta a Mbappé che solo qualche ora prima si era insediato sullo stesso podio segnando una doppietta al Senegal.
Il fuoriclasse argentino è arrivato negli States in forma smagliante e non sembra il giocatore che da qualche stagione sverna al caldo di Miami in un calcio ricco ma con meno contenuti tecnici e agonistici rispetto a quello europeo. Due reti dalla distanza e uno di rapina, approfittando della serata non felice di Luca Zidane, il figlio di Zizou che ha difeso come ha potuto la porta algerina. A quasi 39 anni (li compie il 24 giugno), Messi diventa anche l’attaccante più anziano di sempre a marcare una tripletta in una partita del Mondiale e stacca Cristiano Ronaldo, l’eterno nemico, che ci era riuscito contro la Spagna nel 2022 all’età da 37enne e che ora è atteso alla risposta in questa “Last dance” di campioni che hanno segnato l’ultimo ventennio del calcio.

Mbappé si era era presentato poco prima trascinando la Francia contro il Senegal in una partita a due facce per i vice campioni del mondo: sofferta la prima parte, travolgente il finale in cui la punta del Real Madrid ha messo in mostra tutto il meglio del suo repertorio. Il tempo è dalla sua parte. La doppietta realizzata a New York lo ha fatto salire a quota 14 gol mondiali, affiancando una leggenda come Gerd Muller e mettendosi in scia a Klose e Ronaldo il fenomeno prima che Messi scavalcasse tutti. Classe 1998, KM è ancora un ragazzino in confronto al rivale anche se ha uno score pazzesco perché ha partecipato a due fasi finali della Coppa del Mondo vincendo in Russia nel 2018 (4 reti in 7 presenze) e perdendo la finale ai rigori contro l’Argentina a Qatar 2022 (8 reti in 7 partite). Totale: 14 marcature in 15 gettoni. Un mostro.
Infine l’uragano Haaland che si è abbattuto sull’Iraq non lasciando scampo. L’uomo che non sbaglia mai e che viaggia alla media di quasi un gol a partita (317 in 398 con le maglie di club e 57 in 51 con la nazionale) è uno di più attesi negli States. E’ al centro di una Norvegia di talenti che si è presa il passaporto iridato sbattendo l’Italia al playoff poi risultato fatale contro la Bosnia, non una nazionale da titolo ma nemmeno una meteora destinata a non lasciare il segno. A Boston ha realizzato la prima doppietta mondiale della carriera, giusto per non perdere il vizio dopo aver attraversato le qualificazioni da capocannoniere con 16 centri in 8 apparizioni. Una macchina da gol.
