Salute

Omeopatia, Italia terzo mercato Ue. Ma la legge è carente

I dati diffusi da ECHAMP, associazione no profit che rappresenta l'industria dei medicinali omeopatici e antroposofici

– Credits: Santje09 - iStockphoto

Tre europei su quattro conoscono l’omeopatia. Più di 100 milioni, il 29 per cento, scelgono farmaci omeopatici e antroposofici (HAMPs) per la loro assistenza sanitaria. L’intera Unione europea conta 60 mila medici prescrittori di farmaci omeopatici, 11.400 ogni 100 mila abitanti. I dati sono stati diffusi da ECHAMP , l’associazione no profit che rappresenta l’industria dei medicinali omeopatici e antroposofici nell’Ue.

L’Ue è il maggior produttore di HAMPs: il mercato europeo del settore ha raggiunto un valore di 1 miliardo di euro all’anno e pur impiegando circa 8 mila persone rappresenta lo 0,7 per cento del mercato farmaceutico europeo e il 7 per cento di quello per l'auto-medicazione. L’Italia è il terzo mercato in Europa, dopo Francia e Germania, con un fatturato annuo di oltre 170 milioni di euro. Secondo Doxa Pharma, sono 11 milioni gli italiani che usano medicinali omeopatici, di cui 3 milioni abitualmente. Silvia Nencioni, amministratore delegato e presidente di Boiron Italia spiega a Panorama.it che “in Italia il 25.5 per cento della popolazione italiana fra i 18 e i 65 anni usa regolarmente o occasionalmente i medicinali omeopatici”.

“I medicinali omeopatici e antroposofici in Italia stanno diventando una realtà – aggiunge Fausto Panni, presidente di Omeoimprese -. Nonostante ciò, il nostro Paese è ancora lontano dal compiere passi in avanti, soprattutto a livello legislativo, per soddisfare la domanda e garantire l’adeguamento alle direttive europee in materia. La mancanza di una legge specifica mina la libertà di scelta in tema di salute negando l’uguaglianza ai cittadini italiani”. 

Il ritardo normativo e l’appello di ECHAMP

Da diverso tempo, l’Unione europea chiede all’Italia di adeguarsi alla normativa e di sottoporre i prodotti omoeopatici a una registrazione e valutazione simile a quella dei farmaci tradizionali attraverso procedure stabilite dall’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ma l’Italia continua a rinviare. A svariati anni dalla prima proposta di legge, il Parlamento, infatti, non è ancora riuscito a legiferare e attualmente in Commissione si stia ancora discutendo sul tema.

ECHAMP che da sempre si impegna per allineare tutti gli Stati membri in materia di regolamentazione e commercializzazione degli HAMPs lancia un allarme: il ritardo normativo dell’Italia potrebbe ripercuotersi sulle 30 aziende nostrane che operano nel settore (in Lombardia, Liguria, Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Toscana, Abruzzo, Lazio, Campania e Sicilia).

Entro dicembre del 2015 tutti i nuovi prodotti e quelli già in commercio dovranno adeguarsi alle nuove regole di registrazione. C’è il pericolo dunque che nel 2016 alcuni farmaci se non registrati non possano essere utilizzati. "Nel 2016 alcuni farmaci se non registrati potrebbero sparire dal mercato, con gravi conseguenze per le imprese stesse – continua Panni – In omeopatia esistono almeno 3mila sostanze nel repertorio medico. Se dovessimo produrre con un preavviso strettissimo un dossier tecnico scientifico dettagliato per ciascuna di queste 3mila sostanze saremo automaticamente decimati".

Ad impedire alla direttiva europea del 2006 di essere recepita non solo sulla carta, in primis la questione delle tariffe di registrazione e rinnovo troppo elevate per le aziende omeopatiche italiane: 80 milioni di euro il costo stimato in difetto, dopo il decreto Balduzzi, con un’incidenza sul fatturato annuale pari al 48,4 per cento. Tra il 2012 e il 2013, la tassa per la registrazione è aumentata in maniera enorme, passando da 31 euro a 23 mila. A ciò si aggiungono parametri per la valutazione, richiesti dall’Aifa, insensati per i prodotti omeopatici ai quali è impossibile applicare le stesse regole imposte dalla chimica di sintesi.

Toscana, Emilia Romagna e Lombardia sono le prime regioni ad aver riconosciuto in varie forme medicina omeopatica e antroposofica, seguite anche dal Lazio. Fabrizio Santori, membro della commissione Politiche sociali e salute della Regione Lazio, ha presentato una proposta di legge in favore dei medicinali omeopatici e antroposofici.

"Abbiamo presentato un ricorso al Tar, che ha avuto esito favorevole per le aziende - conclude la Nencioni -. Ora attendiamo che venga emesso dal Governo il decreto con le nuove tariffe, sicuramente più eque, che dovremo sostenere".

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