Scienza

Particella di Dio, ecco perché è così importante

Conoscerla significa arrivare all'essenza di tutto l'esistente

Lo scienziato inglese Peter Higgs e la collega italiana Fabiola Gianotti che ha lavorato con lui alla scoperta della Particella di Dio (Credits: ANSA)

Il bosone di Higgs, con questo nome su cui si sono sprecati i giochi di parole, è stato l’argomento che ha spopolato ieri sui social network, #Higgs l’hashtag più diffuso su Twitter. Ma nel giorno del bosone devono essere stati in molti a chiedersi che cosa sia mai questa "particella di Dio", nome folkloristico ma assai più fortunato di bosone, e perché la sua (probabile) scoperta sia stata salutata con tanto entusiasmo. Proviamo a spiegarlo.

COSA SONO I BOSONI
I bosoni, innanzitutto. Chiamati così dal nome del fisico indiano Satyendra Bose, sono le particelle che, nel Modello Standard (la teoria più completa che ad oggi descrive come è fatto l’universo) trasportano una forza. L’altra classe di particelle sono i fermioni, costituenti della materia.
Il bosone di Higgs, la cui esistenza fu ipotizzata nel1964 dal fisico inglese Peter Higgs, che ieri ha assistito schivo e commosso al seminario al Cern di Ginevra, è speciale perché è la particella che conferisce la massa a tutte le altre, che le fa "esistere".

È in un certo senso la chiave di volta dell’intero Modello Standard. Per questo per i fisici era così importante osservarlo, cioè verificare sperimentalmente che esiste davvero, e che quindi la teoria ha un riscontro nella realtà.

L'IMPORTANZA
Finora, infatti, pur essendo stato il Modello Standard verificato in quasi tutte le sue parti con un altissimo grado di precisione, il bosone di Higgs mancava all’appello. E mancando la particella di Dio (in realtà leggenda vuole che prese questo nome per decisione dell’editore che modificò in "God particle" l’idea originale di titolo del libro del Nobel Leon Lederman: Goddamn particle, cioè «dannata particella») anche il resto della teoria era a rischio di crollo. Tutto da rifare e ripensare, insomma. Come se la fisica degli ultimi 50 anni si fosse "sbagliata".

GLI SCENARI APERTI
Non finisce però qui, e anche da questo deriva l’entusiasmo dei fisici. Ora si aprono nuovi scenari. Innanzitutto saranno da individuare le proprietà e le caratteristiche precise della particella osservata nei due esperimenti del Cern, Atlas e CMS. E i fisici dovranno stabilire se corrispondono proprio al bosone di Higgs previsto dalla teoria, o se ci sono delle anomalie, se la particella è più esotica di quello che ci si aspetta. Se così fosse, per esempio, il Modello Standard potrebbe comunque essere ancora messo in discussione, o ampliato, o superato. O potrebbero farsi largo altre teorie, come quella della supersimmetria, secondo cui ogni particella ha come partner una «superparticella», finora mai osservata da nessuno.

© Riproduzione Riservata

Commenti