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Panorama on the Road a Venezia: il Veneto tra industria, innovazione e futuro

Panorama on the Road a Venezia: il Veneto tra industria, innovazione e futuro
Panorama on the road. Venezia © Cristian Castelnuovo

Alle Procuratie Vecchie il confronto promosso da Panorama ha riunito istituzioni, imprese e cultura. Da Urso a Stefani, da Venturini a Buttafuoco: al centro le sfide di una regione chiamata a continuare a crescere

Venezia come punto di osservazione privilegiato per raccontare le sfide del futuro. È questo il filo conduttore emerso dalla tappa veneziana di Panorama on the Road, l’appuntamento del settimanale diretto da Maurizio Belpietro ospitato nella cornice delle Procuratie Vecchie.

Una giornata di confronto che ha riunito istituzioni, imprese e protagonisti del mondo culturale per parlare di crescita economica, infrastrutture, energia, autonomia, turismo, tutela del territorio e innovazione. Un dibattito che ha avuto come elemento comune la volontà di superare la narrazione di un Veneto in difficoltà e guardare invece alle opportunità e alle sfide che attendono una delle regioni più importanti del Paese.

Il tema industriale è stato al centro dell’intervento del ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, collegato da Roma. Il ministro ha spiegato che Porto Marghera è stata candidata a diventare uno dei due siti pilota europei per lo stoccaggio delle materie prime critiche, insieme a un’altra area del Nord Europa. L’obiettivo è creare una riserva strategica capace di garantire alle imprese europee l’approvvigionamento per almeno sei mesi in caso di shock internazionali. Un progetto che, secondo Urso, potrebbe essere approvato entro il prossimo autunno e che non si limiterebbe allo stoccaggio: l’area industriale veneziana potrebbe diventare anche un polo per la raffinazione e il riciclo delle materie prime critiche, attività considerate fondamentali per ridurre la dipendenza europea dalla Cina. Nel suo intervento il ministro ha affrontato anche il futuro dell’industria europea, il settore automobilistico e la transizione energetica, indicando in circa otto anni l’orizzonte temporale per il ritorno del nucleare in Italia. Un tema che si collega alla necessità di garantire energia competitiva alle imprese già nei prossimi anni, mentre crescono nuove esigenze legate all’intelligenza artificiale e ai data center.

Dal governo alla Regione, il presidente del Veneto Alberto Stefani ha indicato le priorità per il territorio. Al centro il tema della casa, con un progetto di legge sul social housing e un piano da 50 milioni di euro per sostenere quella fascia di popolazione che non rientra nell’edilizia pubblica ma che fatica comunque ad acquistare un’abitazione. Stefani ha poi richiamato la necessità di accelerare sulle infrastrutture, a partire dall’alta velocità e dalle grandi opere strategiche. «Serve un partito trasversale del sì», ha spiegato il governatore, sottolineando l’importanza di accompagnare lo sviluppo del territorio. Un’altra sfida riguarda la formazione: il Veneto dovrà affrontare nei prossimi anni il problema della carenza di lavoratori qualificati, investendo maggiormente nel rapporto tra scuola e imprese. Il presidente della Regione ha infine difeso il percorso dell’autonomia, definendola una riforma destinata a incidere sulla vita dei cittadini e non una semplice questione politica.

La città di Venezia è stata invece al centro dell’intervento del sindaco Simone Venturini, che ha aperto la giornata di confronto intervistato dal direttore Belpietro. Dal turismo allo spopolamento, il primo cittadino ha spiegato la necessità di strumenti specifici per una realtà con caratteristiche uniche. Sul contributo d’accesso, Venturini ha chiarito che l’obiettivo non è selezionare i visitatori in base alla disponibilità economica, ma conoscere in anticipo i flussi turistici per organizzare meglio i servizi. Tra le richieste al governo anche un rafforzamento della legge speciale per Venezia e una maggiore capacità di programmare gli interventi necessari alla salvaguardia della città. Il sindaco ha indicato nel recupero delle abitazioni vuote, nel social housing e nell’attrazione di nuove attività lavorative alcune delle leve per contrastare lo spopolamento e rafforzare il ceto medio veneziano.

Della tutela della laguna ha parlato Roberto Rossetto, presidente dell’Autorità per la Laguna di Venezia e comandante del Mose. Nel confronto con lo scrittore e giornalista Giampiero Beltotto, Rossetto ha sottolineato come il sistema di protezione dalle acque alte abbia cambiato la vita della città. Secondo i dati illustrati durante l’incontro, le 156 attivazioni del Mose hanno evitato danni per circa 3,5 miliardi di euro. «La sfida», ha spiegato, «sarà ora guardare al futuro considerando l’innalzamento del livello del mare e la necessità di programmare per tempo gli interventi necessari».

A riportare il tema sulla dimensione culturale di Venezia è stato Pietrangelo Buttafuoco, presidente della Biennale di Venezia. Nel suo intervento ha difeso il ruolo della Biennale come luogo di confronto internazionale, affrontando anche la polemica nata attorno al padiglione russo e al cosiddetto codice etico europeo. Secondo Buttafuoco, Venezia non può essere considerata soltanto un patrimonio del passato, ma una realtà viva, capace di generare sviluppo attraverso la cultura. «Laddove c’è il bello, il bello genera indotto», ha spiegato, sottolineando il legame tra qualità culturale e capacità economica di un territorio. Un ragionamento che, secondo il presidente della Biennale, riguarda anche il rapporto tra Venezia e il resto del Paese: la forza della città nasce dalla capacità di valorizzare le energie dei territori.

Il ruolo delle imprese è stato al centro del panel Chi tiene in piedi il Paese, con rappresentanti del sistema produttivo veneto. Paola Carron, presidente di Confindustria Veneto Est, ha ricordato il peso economico della regione, con 80 miliardi di export e una forte presenza industriale. Dal confronto è emersa la richiesta di energia competitiva, infrastrutture adeguate e regole certe per consentire alle aziende di continuare a investire. Il presidente di DBA Group spa Francesco De Bettin, l’imprenditore Angelo Mandato, il giornalista e responsabile comunicazione Interporto Rivers Fulvio Giuliani e il direttore regionale Veneto Trenitalia Ivan Aggazio hanno richiamato i temi della competitività, dell’economia circolare, della logistica e del ruolo dei trasporti nello sviluppo del territorio. A chiudere la giornata il dialogo tra Belpietro e Roberto Papetti, direttore de Il Gazzettino, dedicato anche al futuro dell’informazione in una fase segnata dalla trasformazione digitale e dall’avanzata dell’intelligenza artificiale. Secondo Papetti, al di là delle piattaforme utilizzate, la differenza continueranno a farla la capacità di trovare le notizie e soprattutto di raccontarle con credibilità.

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