È un epoca di cambiamenti, la nostra, o viviamo un cambiamento d’epoca? E come possiamo rimanere sereni, se tutto il mondo cambia attorno a noi, ponendoci quotidianamente di fronte a mille sorprese e a nuovi scenari, in tante direzioni diverse?

Per Oscar Di Montigny, direttore marketing, comunicazione e innovazione di Banca Mediolanum, sicuramente stiamo vivendo un cambiamento d’epoca ma altrettanto sicuramente viverlo positivamente, dobbiamo cogliere le enormi opportunità che questo cambiamento comporta, piuttosto che paventarne danni o disagi. Solo che, per riuscirci, a tutti è richiesto un atteggiamento nuovo e diverso.

Un atteggiamento…da eroi. Ma non da eroi di film hollywoodiano, quelli che hanno i superpoteri e salvano il mondo combattendo contro i mostri. No: i nuovi eroi che popoleranno la nuova epoca saranno uomini comuni, che avranno però in sé la scintilla del divino, cioè i valori giusti per costruire un futuro migliore per tutti, ciascuno operando nel proprio ambito, per piccolo che sia.

Ne ha parlato a lungo, Di Montigny, in una conferenza organizzata a Bari nel contesto di Panorama d’Italia, il tour del settimanale della Mondadori che percorre ogni anno in dieci tappe tutta l’Italia alla ricerca delle eccellenze del territorio, delle buone notizie.

In fondo, quest’eroismo quotidiano è la radice comune del pensiero positivo che assimila la linea editoriale di Panorama e anche – da sempre – la visione del futuro propria di Banca Mediolanum e del suo fondatore Ennio Doris, autore di una rubrica radiofonica seguitissima che, non a caso, s’intitola “L’ottimista”. Una Banca, anzi un gruppo, che in diciotto anni ha costruito una case-history senza precedenti nel mondo e oggi vanta dei parametri finanziari al top delle classifiche europee per solidità e redditività.

Ma di banche si è parlato pochissimo, l’altra sera nel Fortino di Sant’Antonio sul lungomare di Bari. Di Montigny ha parlato di vita, di etica e di futuro. Ha invocato quella dote importante che è l’entusiasmo – anche qui, etimologicamente, il dono di avere dentro Dio – ma non per fare una predica bensì per spiegare con una semplicità efficace le ragioni in base alle quali, in questa nuova epoca che sta iniziando, le aziende di tutti i settori – e figuriamoci quello bancario! – e devono assolutamente essere etiche, devono dimostrarsi sensibili a tutti quei temi che ormai nella società suscitano attese molto più alte che in passato. Il rispetto dell’ambiente, ad esempio, quell’esigenza ormai diffusissima nella sensibilità della gente che sta inducendo anche colossi del consumo di massa come Coca Cola o Mc Donald’s a rivedere la loro linea nella direzione della sostenibilità e cambiare addirittura verso il verde i colori tradizionali della “livrea”.

Sollecitato dal moderatore, Di Montigny ha confermato che la filosofia adottata da tempo da Banca Mediolanum – essere particolarmente solidale con i propri clienti, dalla scelta di rimborsare quelli che erano stati danneggiati dal crack Lehman Brothers agli aiuti finanziari prestati alle vittime dell’alluvione di Messina o del terremoto dell’Emilia – è una linea che nasce dallo spirito etico del gruppo, ma alla lunga si è tradotta anche in uno straordinario elemento di coesione e di vicinanza tra la banca e i suoi clienti. Conseguendo così, in definitiva, anche un importantissimo risultato di fidelizzazione della clientela, lo stesso che si pongono – riuscendoci ormai sempre meno – le strategie di marketing tradizionali.

Un’epoca nuova, dove per gli eroi di tutti i giorni – quelli che credono nella i – ci sia più spazio e ci siano più riconoscimento: è l’epoca che indica Di Montigny come “il luogo in cui stare” nei prossimi anni, per un futuro migliore da consegnare ai nostri figli. Una visione luminosa, certo ottimistica, ma in fondo assai più concreta e vicina di quanto si possa credere al pensiero di chi sa investire sul lungo termine: che è per l’appunto – tra le altre cose – il mestiere più importante tra quelli che deve saper fare un bravo banchiere.

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