Politica

Forza Italia, cronaca della notte più buia

FI al minimo storico, ma con il magro risultato di Alfano, resta il fulcro del centrodestra. Fitto: «Berlusconi messo in condizioni impossibili ma ora dobbiamo discutere anche degli errori»

Un momento dell'attesa dei risultati delle elezioni Europee nella sede di Forza Italia, Roma – Credits: ANSA/ANGELO CARCONI

Sulle ali della paura di Beppe Grillo vola la nuova balena rosa di Matteo Renzi verso cifre, intorno al 40 per cento, che ricordano la vecchia Dc. Così come con la vecchia Dc, molti l’hanno votata «turandosi il naso pur di fermare i Cinquestelle», osserva Ignazio Abrignani, responsabile elettorale di Forza Italia, alle due della notte più difficile per il partito di Silvio Berlusconi.

Se la balena rosa renziana vola, prendendo moltissimi voti non organici al Pd, Forza Italia crolla al suo minimo storico. Prende una sonora batosta Grillo, il vero sconfitto di queste elezioni europee. E Ncd di Angelino Alfano non sta molto bene.

Pur nella più difficile notte azzurra, Antonio Tajani capolista di Fi per il centro e vicepresidente uscente della commissione Ue, anche da bravo giornalista (ex inviato di punta del Giornale e portavoce del primo governo Berlusconi), prova a tracciare lo scenario futuro con Panorama.it: «Mi sembra chiaro che questo è l’inizio della fine di Grillo, la prossima sfida è tra centrosinistra e centrodestra».

Con un centrodestra che evidentemente dovrà essere riorganizzato, ripensato e rilanciato guardando soprattutto a quella metà di elettorato che è rimasta a casa, ora che la balena rosa di Renzi sembra aver fatto il pieno. Al punto che in Transatlantico già girano spifferi del tipo: «Ora Renzi potrebbe fare il colpaccio, andando a elezioni politiche ravvicinate sull’onda di questo risultato. Ora o mai più perché Matteo non ha la stazza di Berlusconi che per vent’anni ha resistito a una infinita sequela di stop and go».

Se così fosse, è chiaro che il centrodestra subito dovrà riunirsi e rilanciarsi, tanto più dopo il risultato non eccelso per Alfano, a rischio soglia 4 per cento fino alle ore piccole. Nonostante il crollo e a dispetto di tutto, Forza Italia, resta il fulcro, il pilastro del centrodestra.

Tocca a Deborah Bergamini, responsabile della comunicazione di FI, fare il primo intervento in Tv, dove ammette «la schiacciante vittoria» di Renzi. Ma ricorda che Berlusconi questa campagna elettorale «l’ha fatta ai box, perché impedito di muoversi e parlare liberamente, in seguito all’affido ai servizi sociali». Stigmatizza Bergamini: «Non ha potuto parlare della magistratura, è stato un anno orribile: la decadenza di Berlusconi da senatore, la scissione di Ncd…». Con Berlusconi fermo ai box anche quel 16 e passa per cento che gli veniva assegnato a notte fonda appariva moltissimo. Ma è chiaro che domani per Forza Italia sarà un altro giorno.

Raffaele Fitto, destinato ad essere il bomber delle preferenze di Forza Italia, il capolista al Sud, dove FI risale a quota superiore 20 per cento, fino al 24 per cento nella sua Puglia, è chiaro che farà pesare sul tavolo azzurro  il contributo decisivo per evitare la débacle. È stata una candidatura decisiva ma paradossalmente tormentata quella di Fitto, appesa fino alla fine a un dibattito interno tra chi spingeva per la rottamazione dei «vecchi» (e Fitto anche se fa politica da una vita, ha solo 44 anni) e il partito nuovo che doveva nascere dai club.

Mercoledì si riunirà l’ufficio di presidenza azzurro e il dibattito è da mettere nel conto. Fitto nel suo blog alle 23 e un minuto, dopo la chiusura delle urne, ha scritto che ora per tornare a vincere bisogna stare tutti insieme. Denuncia la situazione «difficile e impossibile» nella quale è stato posto Berlusconi in questa campagna elettorale, ma Fitto dice anche che bisognerà discutere ora «degli errori fatti» e «delle cose da fare per il futuro».

Un futuro che vede il centrodestra, sommati i suoi numeri, lo sfidante numero uno della nuova balena rosa di Renzi. Ma quale centrodestra sarà?  È questa l’incognita alla quale è appeso il bipolarismo italiano, l’altro vero sconfitto delle europee dopo Grillo. «Io ho fatto il massimo in condizioni impossibili», è il Berlusconi pensiero che filtra da Arcore a notte fonda. La notte elettorale più difficile. 

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