Esteri

Russiagate: così Putin mette sotto scacco Trump

Ecco quali insidie, sotto il vessillo dell'amicizia, nasconde l’offerta di Putin di trasmettere alle Camere le trascrizioni del dialogo Trump-Lavrov

Donald Trump Vladimir Putin

Donald Trump Vladimir Putin – Credits: EPA/JIM LO SCALZO/SPUTNIK POOL

La mossa di Putin di offrire la trascrizione dell’incontro tra il presidente Usa Donald Trump e il Ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov assomiglia molto da vicino a una strepitosa mossa di scacchi che mette l’avversario in posizione di Zugzwang, un’espressione tedesca che indica quando al rivale si lasciano solo mosse peggiorative. È esattamente la situazione di Donald Trump.


L’offerta di Putin, che giunge al culmine di un ragionamento più ampio, è davvero un capolavoro diplomatico. Prima di tutto perché è portata sotto il vessillo dell’amicizia (apparente) e della solidarietà, ma nasconde al suo interno insidie clamorose.

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Vediamo dunque quali sono le mosse che potrebbe mettere in campo Trump ma che sarebbero comunque peggiorative della sua situazione.

  • L’umiliazione: accettare che siano i russi, in visita alla Casa Bianca, a fornire la trascrizione dell’incontro. Impossibile.
  • Il tranello: uscire allo scoperto con una trascrizione fatta dagli USA. Cioè con l’ammissione che si registra un ambasciatore straniero mentre è ospite alla Casa Bianca. Impossibile.
  • L’harakiri: ammettere che nessuno, nonostante la vasta delegazione USA all’interno della stanza, abbia pensato di fare la trascrizione dell’incontro mentre i russi l’hanno fatta eccome. Impossibile.
  • L’impasse: Putin dice, astutamente, che è disposto a fornire la trascrizione se il Congresso o il Senato lo desiderano. L’offerta non è diretta a Trump, ma a due camere elettive che all’occorrenza diventano magistrature (tramite le commissioni) con evidenti compiti di vigilanza sull’operato del Presidente.

    Trump in questo scenario complessivo ha commentato: “sono il leader trattato peggio in assoluto della storia”. Insomma, conferma di essere in pieno Zugzwang, perché una prima mossa peggiorativa ha già avuto luogo. Per la prima volta l’autocommiserazione entra nel vocabolario di Trump.
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