Musica

Povia contro il rap: chi semina vento, raccoglie tempesta

Emis Killa, Fedez, Marracash. Sono solo alcuni degli artisti a cui il cantante de "I bambini fanno Ooh..." sta dando battaglia

Era uno splendido pomeriggio del 18 agosto 2013, era estate, faceva caldo in quasi tutta Italia. Povia postava sul suo profilo Facebook ufficiale un video, immerso in una piscina, poco prima di un concerto in provincia di Reggio Calabria. Ecco le sue parole:

"Questo è il famoso posto dove fanno i video i rappaminkia (sic!) che dicono tanto che vengono dal ghetto e poi fanno i video nelle piscine con tutte quelle fighette".

Da quel momento, una nube si addensa sul mondo della musica rap italiana. Emis Killa, che di video in piscina uno ne ha fatto (ricordiamo "Cocktailz", singolo non ufficiale estratto da "L'erba cattiva") si è probabilmente sentito chiamato in causa e sul suo profilo Twitter, ha risposto lunedì 19 agosto:

"Povia anziché insultare i rapper vai all'Adecco a cercare lavoro che sono anni che fai canzoni di merda, minchione".

La causa di questo Tweet ha fatto il giro del web, tra l'altro appoggiato anche da Saturnino, famoso bassista di Jovanotti, finendo in tantissimi blog e siti di informazione. Insomma, la bomba è esplosa.

Povia non è uno che alle provocazioni rimane fermo e zitto, anzi. È stato proprio lui che nel 2012 nell'album "I bambini fanno rock", successivo alla sua partecipazione a "Ballando con le stelle", nella canzone "Non ce la fa" criticava aspramente i rapper che, secondo la sua opinione, sono il risultato "ripulito" del rap di origine "black".

Ecco con quali parole su Youtube viene descritta la canzone (è un link a un video portato alla luce da Povia su Facebook, quindi immaginiamo sia da lui condiviso):

"Condizione necessaria e sufficiente per l'esistenza di un dissing: due o più rapper che si insultano a vicenda, più o meno pesantemente. Però se uno viene attaccato e non è un rapper, come fa? Facile, dice Povia: decido che da oggi sono un rapper. Sta tutto qui il senso di "Non ce la fa", il "pezzo rap" con il quale Povia risponde a critiche ricevute da alcuni rapper. Uno su tutti: Marracash. Tutto inizia nel 2010, quando, nella canzone "Rivincita", Marra inserisce un "meglio povero che Povia" che fa infuriare il cantante. Da lì, uno scambio di messaggi su Facebook, fino a un altro affondo di Marracash, contenuto in un brano di "Roccia Music II": "Io non so come cazzo si fa ad ascoltare Povia / a un sadico verrebbe il latex alle ginocchia". Si giunge così a oggi, con la risposta di Povia che arriva, va da sé, a poca distanza dalla pubblicazione del suo nuovo album. Non si tratta in realtà di un attacco diretto a Marracash, quanto all'intera categoria dei rapper. L'accusa più dura: avete rubato i bonghi all'Africa".

Tutto chiaro? Nella canzone, il cantautore che nel 2009 è apparso nudo su Vanity Fair chiede che almeno nella musica ci sia rispetto tra gli artisti, anche per la musica "che non piace'. Tra l'altro non è il primo che cita Povia in un suo brano: anche Fedez in "Dai cazzo Federico", dedica al cantautore un verso del brano:

"Se poi ci mettono in manette per gli album illegali. Dividete i detenuti per generi musicali. Che già andare in galera mi sembra una brutta storia. Sai che sfiga stare in cella insieme ad un fan di Povia".

Anche Marracash, ricevuta notizia di questa nube polemica, scrive il 20 agosto sul suo Twitter:

"Povero Povia, ti ho ucciso la carriera".

Ci sono alcune considerazioni da fare. Non c'è giorno in cui Povia non abbia lanciato, con la sua musica e con la sua presenza sul palco, a Sanremo e non solo, messaggi forti, spesso provocatori e il più delle volte con oggetto categorie di persone che tendono a fare piuttosto rumore quando vengono chiamate in causa (gli omosessuali prima, i religiosi contrari all'eutanasia poi, Materazzi, Pippo Baudo, vogliamo continuare?). Ormai lo conosciamo bene.

Che Povia sia uno stratega del marketing virale o più semplicemente una persona che ama dire quello che pensa anche se è a volte è scomodo (o per alcuni, non molto furbo) poco importa. Ognuno si sarà fatto una propria opinione e dirà la sua.

Di sicuro però questa non è la prima volta che lancia frecce infuocate nel mucchio (e non a "mucchi" qualunque, ma a soggetti molto sensibili) e puntualmente, anche in questa occasione, qualcuno si è arrabbiato e se ne parlerà per settimane. 

Povia non ci sta a essere il primo nome che viene in mente ai rapper quando si parla di cattiva musica. Ma è davvero il rap il responsabile della percezione che si ha di Povia? O è piú vero che chi semina vento, non si deve stupire tanto se poi dopo raccoglie tempesta? 

© Riproduzione Riservata

Commenti