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Posta elettronica certificata: cos'è e come funziona

Entro il 30 giugno anche tutte le imprese individuali dovranno dotarsi di questo strumento. Ad oggi però solo 1,6 milioni di cittadini ne hanno fatto richiesta

Un programma di posta elettronica (ANSA/FRANCO SILVI)

Professionisti iscritti agli ordini e imprenditori dal prossimo luglio daranno l'addio alla carta, anche per le comunicazioni ufficiali.

Entro il 30 giugno 3,3 milioni di imprese individuali dovranno dotarsi di un indirizzo di posta elettronica certificata (Pec) e comunicarlo al Registro imprese o ai relativi ordini e collegi professionali.

Grazie a questi software di posta col bollino (qui l’elenco dei gestori autorizzati dallo Stato) potranno inviare una mail che avrà il valore legale di una raccomandata con ricevuta di ritorno, con notevoli risparmi di tempo e di denaro.

La posta certificata, infatti, fornisce al processo di trasmissione via web un valore equivalente a quello della notifica a mezzo posta raccomandata in tutti i casi previsti dalla legge, purché anche la casella del destinatario sia di posta certificata.

Per metà giugno è atteso, inoltre, il debutto dell’Indice nazionale degli indirizzi pec (detto anche Inipec), che raggruppa tutti gli indirizzi di posta elettronica certificata di imprese e professionisti depositati presso Registro Imprese e gli Ordini. Sarà accessibile via web tramite il portale telematico consultabile, che permetterà a tutti (cittadini, professionisti, imprese, pa) di eseguire ricerche in base a diversi parametri e a seconda del settore di ricerca.

Chi non si mette in regola nei tempi previsti, rischia di incorrere in sanzioni che vanno da 103 a 1.032 euro, ma che possono essere ridotte di un terzo, se la comunicazione della Pec avviene nei 30 giorni successivi alla scadenza dei termini.

Finora la disciplina era riservata alle società, ma con il decreto legge Sviluppo bis del governo Monti, entrato in vigore lo scorso ottobre, l’obbligo è stato esteso anche alle attività individuali, di cui solo il 15% risultava in possesso di una mail certificata.

Ma se tra meno di venti giorni la galassia delle imprese e delle libere professioni risulterà completamente digitalizzata , sul fronte civile il nostro Paese risulta ancora in forte ritardo.

Ad oggi, nonostante l'attivazione di questo servizio per i cittadini sia gratuito, ma non obbligatorio, al portale PostaCertificat@ del Governo italiano sono arrivate appena 1,6 milioni di richieste. I cittadini maggiorenni in Italia sono circa trenta volte di più.

Eppure la diffusione di questo strumento informatico potrebbe agevolare il dialogo tra Pa e cittadini, abbattendo i costi alla prima (si tratta di milioni di raccomandate in meno) ed evitando ai secondi le code agli uffici. Una qualità ben nota agli amministratori pubblici, ma che evidentemente non è stata colta dagli italiani. Così la pec, fuori dall'ambito lavorativo, rimane ancora un'illustre sconosciuta.

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