Soldi

Mps, le prospettive per le azioni e l'aumento di capitale

In vista del cda di domani, il titolo del Monte dei Paschi soffre ancora in borsa. E molti analisti continuano a bocciarlo

Il presidente del Monte dei Paschi, Alessandro Profumo, con l'ad Fabrizio Viola (credits: Carlo Carino/Imagoeconomica)

Un'altra giornata di ribassi, dopo un calo del 2,8%, registrato ieri. E' l'andamento odierno del titolo del Monte dei Paschi di Siena che perde più del 2% a Piazza Affari (dove i listini sono invece abbastanza tonici), avvicinandosi al prezzo di 20 centesimi. Sulle azioni, pesa la recente notizia dell'aumento di capitale da 2,5 miliardi di euro che l'istituto toscano dovrà presto mettere in cantiere, allo scopo di rimborsare i Monti bond , cioè il prestito obbligazionario sottoscritto dallo stato, con cui Mps sta cercando faticosamente di uscire dalla crisi.

TUTTO SULLO SCANDALO MPS

L'aumento di capitale (soprattutto quando avviene in condizioni di emergenza) non è quasi mai una buona notizia per gli azionisti di una società quotata, che subiscono una diluizione dei titoli in loro possesso. Ciò significa, detto in parole povere, che il numero di azioni in circolazione è destinato ad aumentare, provocando un inevitabile calo dei prezzi di quelli già emessi sul mercato. Proprio per questa ragione, le case d'affari non hanno accolto con favore la notizia la ricapitalizzazione di Mps e hanno espresso, ancora una volta, giudizi poco lusinghieri sulle azioni dell'istituto toscano.

MPS E GLI AZIONISTI DELLA BANCA

L'ufficio studi di Banca Akros, per esempio, ha appena abbassato il rating sul titolo della banca senese da hold (mantenere nel portafoglio) a reduce (ridurre l'esposizione), fissando un target price (prezzo-obiettivo) di 19 centesimi. Sulla stessa lunghezza d'onda si sono mosse da tempo anche altre case d'affari, che consigliano di vendere le azioni o, al massimo, di tenerle nel portafoglio, senza però individuare grandi potenziali di rialzo. E' il caso di Goldman Sachs, che su Mps mantiene un giudizio sell (vendere) o di Mediobanca, che ha invece un rating neutrale, con un prezzo-obiettivo di 20 centesimi, vicino ai livelli di oggi.

MPS E I DERIVATI

Chi ha nel portafoglio i titoli del Monte dei Paschi, insomma, nel breve periodo non deve aspettarsi grandi guadagni, almeno secondo i report degli analisti. Le strategie degli investitori, però, non dipendono soltanto dai giudizi delle case d'affari ma anche, com'è ovvio, da un altro fattore tutt'altro che trascurabile: il momento in cui le azioni sono state comprate. Nell'ultimo anno, la banca toscana ha subito in borsa un tonfo di oltre il 22%. Tuttavia, chi ha acquistato i titoli nell'aprile scorso (nei mesi successivi allo scandalo dei derivati che ha fatto precipitare le quotazioni a 16 centesimi), oggi registra un guadagno di oltre il 27% e può permettersi a cuor leggero di liberarsi dei titoli, incassando una ricca plusvalenza.

Discorso diverso per chi, invece, si è posizionato sulle azioni Mps a gennaio, prima degli scandali, quando la quotazione a Piazza Affari era attorno a 30 centesimi. In questo caso, la perdita registrata oggi è superiore al 30%. Gli investitori che raccolgono questo magro risultato si trovano dunque a un bivio: o vendono le azioni, rassegnandosi a una consistente minusvalenza, o le tengono nel portafoglio ancora per un po', confidando nell'arrivo di un nuovo socio per Mps e negli effetti benefici della ristrutturazione, messa in cantiere dal presidente Alessandro Profumo.

MPS: I BONIFICI INCRIMINATI

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