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Euro

Spagna, cercasi aiuti per salvare le banche

Un'indiscrezione del quotidiano El Pais parla di un negoziato di Mariano Rajoy con i paesi della Ue per aiutare le banche spagnole con 90 miliardi di euro. Ma in molti credono che da sola Madrid non ce la possa fare

Un manifesto spagnolo a Madrid riporta "Bankia frode organizzata" (Credits: AP Photo/Alberto Di Lolli)

È appeso ai guai della Spagna il destino dell’Europa. Per Berlino alle banche iberiche servono capitali freschi. Tra 50 e 90 miliardi di euro. Entro il 30 ottobre. Mentre Madrid getta acqua sul fuoco sostenendo che la situazione non è poi così critica, nei primi tre mesi dell'anno sono stati ritirati dagli sportelli 97 miliardi. Un “fattaccio” che la dice lunga su come viene percepita la penisola iberica.

“Solo un fondo di garanzia dei depositi metterebbe al sicuro l’Eurozona”, rilancia Wolfgang Munchau giornalista del Financial Times. Per gli analisti interpellati da Panorama.it, anche se la Spagna non vuole cedere un centimetro di sovranità, dovrà scendere a patti con la regola aurea dell’austerity. Niente scorciatoie neanche per lei, la polveriera d’Europa. Anche se in realtà per il 28 giugno i giochi sono aperti.

Tra il balletto di dichiarazioni del premier Mariano Rajoy, che dice che la Spagna uscirà dalla tempesta con i propri sforzi, e Frau Merkel in pressing affinché chieda il salvataggio al fondo Efsf, c’è una terza verità. Quella che scrive il quotidiano El Pais. Sostiene che Madrid sta negoziando con i leader europei un piano per ricapitalizzare il suo sistema bancario con aiuti diretti, in modo che l'intervento non rientri nel quadro di un salvataggio internazionale che imporrebbe nuove misure di austerity.

Un'ipotesi che prende le mosse dall'idea di un meccanismo di sostegno diretto a tutte le banche che consenta di superare gli ostacoli giuridici a un simile intervento con un accordo intergovernativo. Per gli analisti però non s’ha da fare in quanto in contrasto con quanto fatto finora dagli istituti continentali che hanno ricapitalizzato attraverso aumenti di capitale i loro forzieri quasi a secco.

Eppure c’è chi nota come da sola Madrid non sia in grado di risolvere la crisi, convinto che l’idea spinta anche da Munchau di creare un’unione bancaria super partes in cui la Bankia di turno sarebbe sì un caso spagnolo ma non di competenza della sola Spagna, sia interessante ma non basti. “Il punto è che il Paese paga l’effetto contagio diramato dalla Grecia, vista in uscita dall’euro”, avverte un esperto che ricorda come il rapporto deficit/ Pil della Spagna sia tra i più virtuosi.

E’ il suo deficit ereditato dalla crisi immobiliare a essere esploso con la politica di austerity, ma forse si prepara alla svolta del Consiglio europeo del prossimo 28 giugno. Entro fine mese dovrà infatti saltare fuori un accordo per Bankia. Con i rendimenti sui Bonos, che potrebbero raggiungere l'8% per quelli di lungo termine e il 6,5% per quelli di breve termine, ha scritto il quotidiano El Mundo, citando un rapporto di Bruxelles non sarà facile.

“Se gli Stati periferici dovessero cedere sovranità in termini di controllo a patto di una maggiore apertura della Germania al sistema di garanzia sui depositi sarebbe fatto un passo avanti”, azzarda qualcuno. Forse sarebbe proprio quello di cui la Spagna (e non solo lei) ha bisogno. Oggi più che mai.

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