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Economia

Benzina: il governo interviene, ma è troppo poco

La decisione di sterilizzare l’Iva non soddisfa. I consumatori vogliono che scendano le accise

(Credits: Fabio Ferrari / LaPresse)

“La montagna ha partorito il topolino”. È questo il giudizio chiaramente insoddisfatto che le associazioni dei consumatori danno del provvedimento che il governo avrebbe in mente di adottare per tenere sotto controllo i prezzi di benzina e gasolio. “La scelta di intervenire sul peso della tassazione – attacca Pietro Giordano, segretario dell’Adiconsum – è giusta, ma la misura che ha in mente Monti rappresenterà solo un palliativo”. E in effetti la cosiddetta sterilizzazione dell’Iva, ancora allo studio dei tecnici del dipartimento energia del ministero dello Sviluppo economico, potrebbe incidere al massimo per una quota di 2 o 3 centesimi.

“Il meccanismo di sterilizzazione – spiega Giordano – è legato al fatto che la benzina, come d’altronde il gasolio, presenta una doppia tassazione: una fissa, rappresentata dalle accise, e una mobile, consistente nell’Iva, che varia con i prezzi di produzione dei carburanti. Ebbene, la misura che il governo intenderebbe adottare, porterebbe in sostanza ad un blocco dell’Iva sui costi di produzione”.

È bene ricordare comunque, che proprio per i carburanti vige un regime fiscale del tutto unico, per il quale l’Iva viene corrisposta anche sulle accise, una sorta di tassa sulle tasse. “E siccome il peso delle imposte rappresenta ormai quasi il 60% del prezzo dei carburanti – aggiunge Giordano – ecco perché il vero intervento da fare sarebbe la drastica riduzione delle accise”.

Ed è in effetti questa la richiesta che da tempo le associazioni dei consumatori rivolgono al governo. “Il problema vero – dice Rosario Trefiletti della Federconsumatori -  è che, visti i prezzi ormai elevatissimi, è indispensabile intervenire in maniera molto più radicale. Non basta sterilizzare la tassazione per evitarne ulteriori aumenti: bisogna far scendere i prezzi che, a questi livelli, stanno strozzando la nostra economia. E non dimentichiamo che, secondo le previsioni del nostro Osservatorio nazionale, i costi così alti dei carburanti determineranno quest’anno un ulteriore aumento del tasso di inflazione dell’1,1%”.

In questo senso dunque, il provvedimento deciso dal governo, per le associazioni dei consumatori, non può che essere solo l’inizio di un programma di interventi molto più incisivi, che dovrebbero avere l’obiettivo nel breve periodo di ridurre di almeno sei centesimi le accise. “Comprendiamo la necessità di tenere sotto controllo i conti pubblici – fa notare Giordano dell’Adiconsum -, ma qui ne va del futuro economico delle famiglie e delle imprese, in un Paese come l’Italia dove il 90% delle merci circola ancora su gomma, e dove dunque il peso dei costi dei carburanti è fondamentale, e si ripercuote in maniera drammatica sui prezzi del carrello della spesa”.

TUTTI GLI AUMENTI DEL 2012

Proprio a questo proposito secondo stime effettuate dalla Federconsumatori, risulta che gli aumenti per i cittadini nel 2012 saranno pari a 768 euro dei quali ben 348 dovuti proprio al maggiore costo per il trasporto delle merci. Il governo intanto ha promesso che comunque la citata sterilizzazione dell’Iva potrebbe essere inserita con decreto già nel prossimo provvedimento sullo sviluppo. “In ogni caso – conclude Giordano – non crediamo che i suoi effetti, che saranno comunque minimi, si potranno vedere prima di novembre”.

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