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Moleskine, il taccuino nero va in Borsa

Un giro d'affari da 75 milioni e guadagni per 18. Con questi numeri la mitica agendina di Bruce Chatwin arriva in Piazza Affari

I taccuini Moleskine (ANSA)

Via libera. Dalle mani di Ernst Hemingway, Pablo Picasso e Vincent Van Gogh a Piazza Affari. La società che produce la mitica agendina nera Moleskine ha ottenuto da Borsa Italiana il semaforo verde per essere ammessa alla quotazione in Borsa già nel 2013 accompagnata per mano da Mediobanca.

La conoscete no? Nera, tascabile e indistruttibile, copiata da molti. Segno distintivo: il taschino in fondo in cui poter inserire appunti, biglietti, ritagli... qualsiasi cosa. E la mitica scritta sul primo sfoglio: “in case of loss, please return to: … As a reward: $...”. Ovvero: “in caso di perdita, per favore restituire a.... Con una ricompensa di: $...”.

Insomma, un oggetto di valore. Prestigioso, da custodire gelosamente. E che, forse in pochi lo sanno, è intriso di italianità. A partire da chi la salvò dall’estinzione quando, negli anni ‘90, in Francia (a Tours) chiuse l’ultima tipografia che riforniva i taccuini battezzati Moleskine dallo scrittore-viaggiatore Bruce Chatwin (che li chiamò così perché ricordavano la pelle di una talpa, moleskine appunto). Francesco Franceschi, ai tempi piccolo editore, e Maria Sebregondi, traduttrice di fama, ne rilevarono il marchio.

Il resto è una storia fatta di crescita. Esponenziale: nel 2011 Moleskine ha fatturato 66,6 milioni di euro con guadagni netti per 15,8. Nel 2012 il giro d’affari è cresciuto a 75 milioni di euro e i profitti (utile netto) a 18 milioni. A gioire di questa crescita, gli azionisti. Dal 2006 la società è controllata al 67,7% da un gruppo di investitori riuniti nel fondo di private equity Syntegra Capital. Gli altri azionisti oggi sono il fondo Index Ventures (15,2%), Franceschi (10,6%) e il management (6,5%).

Nulla è cambiato da quando Chatwin annotava i suoi appunti di viaggio dalla lontana Patagonia. La mitica agendina nera (ma oggi si trova anche in formati più grandi, a righe, a quadretti, con pagine bianche, come rubrica, come raccoglitore...) è rimasta nell’estetica identica in tutto e per tutto a quella originale. Ma ora varca le porte di Piazza Affari. Per iniziare un suo nuovo viaggio.

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