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Premio Strega Europeo, i cinque finalisti

Da Jérome Ferrari a Eugen Ruge, l’Italia celebra la grande narrativa europea in occasione dell'assegnazione dello Strega

Scompartimento n.6 – Rosa Liksom

Un dettaglio della copertina di 'Scompartimento n.6' di Rosa Liksom – Credits: Iperborea

In attesa di sapere chi si aggiudicherà la sessantottesima edizione del premio Strega, assegnato giovedì 3 luglio, sono stati resi noti i nomi dei cinque finalisti del Premio Strega Europeo, che intende omaggiare i legami della cultura italiana con le voci più autorevoli della narrativa europea. Il vincitore sarà scelto da una giuria d’eccezione composta, tra gli altri, dagli scrittori Melania Mazzucco, Antonio Pennacchi e Paolo Giordano.

Il sermone sulla caduta di Roma – Jérome Ferrari (e/o)
Vincitore del prestigioso Premio Goncourt nel 2012, il romanzo di Ferrari prende spunto dalla storia di due diverse generazioni della stessa famiglia per condurre una più ampia riflessione sulla vita dell’uomo. Quando alla fine usciamo di scena, cosa rimane di ciò che abbiamo fatto e di ciò che abbiamo costruito? Esiste l’eternità o, come diceva Agostino d’Ippona, tutto è destinato a finire?

Il tempo della vita – Marcos Giralt Torrente (Elliot)
Con questo libro, vincitore del Premio Nazionale di Narrativa nel 2011, l’autore si mette a nudo in un’opera che sta a metà fra il romanzo e l’autobiografia. Partendo da considerazioni legate alla sua vicenda personale, Torrente illustra alcuni passaggi particolarmente sofferti nella relazione tra genitori e figli, destinati prima o poi a concludersi con uno strappo al quale difficilmente si potrà porre rimedio.

Fisica della malinconia – Georgi Gospodinov (Voland)
Il protagonista di questo romanzo è affetto da un’acuta forma di empatia patologica che lo spinge a immedesimarsi in tutti coloro che incontra, al punto da vivere i loro stessi entusiasmi e patire i loro stessi dolori. Tale “dono” lo porta ad avere uno sguardo particolare sulla realtà, composta da un labirinto di storie parallele destinate ad incrociarsi soltanto nel momento in cui entrano in contatto con lui.

Scompartimento n.6 – Rosa Liksom (Iperborea)
Autentica rivelazione dell’ultima edizione del Premio Finlandia, il romanzo di Rosa Liksom ripropone il classico luogo letterario del treno – in questo caso la mitica ferrovia Transiberiana – per descrivere le contraddizioni dell’Unione Sovietica degli anni Ottanta, superpotenza sul viale del tramonto in cui fermenti innovatori ribollono sotto l’apparente immobilità di una classe dirigente destinata a essere spazzata via dalla storia.

In tempi di luce declinante – Eugen Ruge (Mondadori)
Il giovane Alexander, affetto da una malattia incurabile, decide di partire per il Messico alla ricerca delle sue origini familiari. Proprio là si erano rifugiati quasi settant’anni prima i nonni, membri del partito comunista tedesco scampati per un soffio all’avvento del nazismo. Il loro ritorno in patria, avvenuto nel 1952 con la creazione della DDR, costituisce per Alexander il punto di partenza ideale per rievocare mezzo secolo di storia di una famiglia che fu tutt’uno con il regime della Germania orientale.

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- Il sermone sulla caduta di Roma – Jérome Ferrari (e/o)
- Il tempo della vita – Marcos Giralt Torrente (Elliot)
- Fisica della malinconia – Georgi Gospodinov(Voland)
- Scompartimento n.6 – Rosa Liksom (Iperborea)
- In tempi di luce declinante – Eugen Ruge (Mondadori)

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