All’epoca del (vero o presunto) riscaldamento globale fa un certo effetto veder esplodere una guerra devastante per la conquista del mondo minacciato da un Demone del Gelo. Più esattamente, in gergo, Antico Fantasma del Ghiaccio che in pieno mese di luglio costringe gli umani a infilarsi parka, cappotti e piumoni per fronteggiare un’ondata di freddo fuori stagione che nulla ha di meteorologico e tutto ha, invece, di malefico alitare del mostro.

Ghosthunters – Gli acchiappafantasmi gira intorno a questo parapiglia tra Bene e Male. Protagonista il piccolo Tom (il giovanissimo attore Milo Parker), undici anni di coraggio,  incoscienza e accesa immaginazione, che ai fantasmi crede eccome. Viene accontentato quando scopre in cantina un fantasmino di gelatina verde sgocciolante. Prima i due si terrorizzano a vicenda, poi fanno ovviamente amicizia. Diventando addirittura alleati quando lo spettro rotondetto e basculante gli confessa di essere stato “sfrattato” dal castello dove abitava proprio dal Demone del freddo, il quale, da lì, ha incominciato la sua azione glaciale.

A Tom e al verde ectoplasma, cui l’amichetto ha affibbiato il nome Ghosty, si unisce una scorbutica cacciatrice di fantasmi, Hetty (interpretata dall’attrice Anke Engelke), appena licenziata per “incompetenza” dalla squadra della quale faceva parte. Il terzetto, un po’ strambo e pasticcione guidato dalla tosta ed esperta Hetty parte così all’assalto del mostro glaciale. E non v’è dubbio che, alla fine, riuscirà ad averne ragione: non senza qualche sorpresa nella fragorosa resa dei conti conclusiva.

Se target di riferimento di Ghosthunters  sono i coetanei del giovane protagonista, il film è anche confezionato per un consumo famigliare tout-court, dotato com’è degli elementi più caratteristici del genere family. Col supplemento, qua,  di un universo fantasmico che ha da sempre un particolare richiamo per i più giovani (e non solo loro). Inevitabile, com’è ovvio, anche il richiamo al mitico Ghostbusters di Ivan Reitman che ha da poco celebrato il suo trentennale (non certo ai suoi due sciagurati sequel o semplici progressioni numeriche con sfruttamento del titolo), del quale si ricorda anche il cartoon. Il verde Ghosty, peraltro, è una variante dell’altrettanto mitico e verde Slimer, nato proprio con Ghotbusters e presente pure nel numero due e nell’animazione.

Gli effetti speciali, dei quali il regista Tobi Baumann fa un uso accorto e moderato ma non per questo meno efficace, contribuiscono a rendere vispo e divertente il racconto e tenere sufficientemente alto il livello d’intrattenimento. Ad ispirare il tutto i libri di Cornelia Funke, celebrata scrittrice tedesca frequentatrice di mondi fantasy,  ben nota anche al pubblico letterario dei bambini.

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