Nel mio sportello dei sogni

Vorrei illuminare l’anima di tutte le persone che incontro, pensando che possa esistere uno sportello reclami per le cose che non ci sembrano giuste in questo mondo, senza fare code. Se vi descrivo un sogno, allora sogno alla grande, senza …Leggi tutto

Vorrei illuminare l’anima di tutte le persone che incontro, pensando che possa esistere uno sportello reclami per le cose che non ci sembrano giuste in questo mondo, senza fare code. Se vi descrivo un sogno, allora sogno alla grande, senza nessuna complicazione, senza egoismi. Vorrei predisporre le persone care all’ascolto, perché ognuno ha diritto di essere ascoltato, di buttare fuori un pensiero, un’idea, un progetto, il suo sentirsi male o bene. Perché quando le cose ce le teniamo dentro implodono ed esplodono sulla nostra pelle.

Il nostro cervello produce elettricità con i pensieri, che attraverso una fitta rete di nervi arrivano in maniera subliminale a rispecchiarsi sulla nostra pelle. L’organo di senso più lungo e più influenzato dalla nostra psiche. Infatti quando ci vengono dei brufoli, delle macchie, dei pruriti, non vengono a caso, è la nostra pelle, attraverso il nostro organismo che ci da dei segnali. Cambia il colore anche a seconda delle nostre emozioni. Arrossiamo, sbianchiamo attraverso i vaso dilatatori o costrittori. Siamo vivi e la pelle è viva e respira con noi.

Ormai siamo intolleranti a troppe cose, alimenti, allergeni nell’ambiente, stati psicologici. Persone di varia umanità. La pelle si esprime. Ma prima che lo faccia lei, creandoci fastidiosi campanelli dall’allarme, non possiamo farlo noi, volendoci più bene, cioè ascoltandoci? Siamo così presi nei nostri mille pensieri ed azioni che non riusciamo ad organizzare nulla per i nostri cari, non c’è spazio per la vita che ci chiede, sempre prove, senza tregua. Lo spazio lo dobbiamo prendere. Mai come in questi anni è vitale. La scienza ci dice che questo sportello reclami non esiste, è veramente solo un sogno, ma proviamo ad immaginarcelo, per stare meglio. Se è vero che l’uomo e la donna sono diversi, ma complementari.

Che l’uno possa compensare le mancanze dell’altra e viceversa, proviamo ad immaginare che possa esistere una comunicazione viva, che ci passa sulla pelle, per trasferire cosa proviamo davvero, affinché i rapporti diventino più fluidi e la diversità sia un pregio e un incastro magico di elementi che possono stare insieme. Se lui ha una migliore percezione degli spazi, migliori capacità naturali motorie, sa far meglio di calcolo, è più veloce nel processare informazioni.

Se lei ha più intuito, capacità di analisi, intelligenza sociale, capacità di svolgere più azioni contemporaneamente, miglior capacità di attenzione (queste doti sono elencate nei manuali di scienze), perché allora non esiste la simbiosi, affinché ci si possa aiutare reciprocamente? Gli impulsi elettrici che passano nel cervello se maggiormente sollecitati, possano aiutarci a cambiare , a migliorare le nostre doti o a sviluppare quelle che abbiamo meno sviluppate? Sembra di si.

Essendo il cervello un organo plastico, dedicarsi con assiduità a determinate attività, sia motorie che intellettive, può far aumentare il volume dell’area cerebrale dedicata a far crescere il numero dei neuroni, ma allora come ci suggerisce la dott.ssa Agosta, una ricercatrice italiana del san Raffaele, perché non possiamo allenarci? Perché pensiamo di non avere tempo, metodo ? No, per paura. Non vogliamo sviluppare tutte le possibilità del nostro cervello perché la paura ci limita.

Gli uomini ci battono in procedura, ma nelle attività della vita quotidiana le donne hanno un maggior controllo e nella società attuale, questo è più utile. Nel mio sportello dei sogni, chiedo di unire le forze, affinché la paura abbia uno spazio minore. Chiedo di prendere per mano chi non ce la fa e gli basta poco: una parola detta bene, nel posto giusto, al momento giusto, perché la pelle sia liscia. Forse un augurio di buon anno. Forse un sogno troppo ambizioso, forse la vera unione tra uomini e donne che comunque da soli, con i loro problemi non possono superare niente. Domandatevi sempre come state, ma anche come stanno gli altri con noi?

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