Marco Morello
Tecnologia

Xbox, Project Scorpio e tutte le novità dell’E3 2016

Due evoluzioni della console One, l’integrazione con Windows 10, una sfilata di titoli. Così Microsoft immagina il futuro del gaming

da Los Angeles

Una nuova console, alleggerita ma potenziata: la Xbox One S, disponibile a partire da agosto a un prezzo molto aggressivo, 299 euro per la versione da 500 gigabyte. Con un volume messo a dieta del 40 per cento rispetto alla sorella maggiore, un controller che funziona da una distanza superiore, un hard disk fino a 2 terabyte (ma servono 399 euro, 349 euro per un tera), la compatibilità Hdr sia per i titoli in Blu-ray che per le streaming di servizi come Netflix.

Un’altra console, dal nome in codice Project Scorpio, in arrivo entro Natale 2017 e stracarica di ambizioni. Sarà, per usare le parole di Phil Spencer, il numero uno di Xbox, «la più potente mai creata», in grado di garantire un supporto pieno, fluido, convincente, totale, non solo ai giochi in 4K, ma anche alla realtà virtuale, tecnologia e frontiera che il colosso di Redmond indica dunque chiaramente ed esplicitamente di abbracciare.

Una piena e definita integrazione tra l’universo console e quello pc, a partire dal lessico: i giochi vengono annunciati dalla dicitura «Xbox One & Windows 10», a cominciare da esclusive come Gears of Wars 4 (da ottobre), con una copia gratuita per Windows data in omaggio a chi ne acquista una per Xbox. È la filosofia «Xbox Play anywhere», ovvero quella di trasferire l’esperienza tipica del salotto alla scrivania, e non solo, in prospettiva anche sul mobile. Di comprare un titolo per una piattaforma e averlo a disposizione sulle altre.

Creando un dialogo, un percorso comune e parallelo tra i due universi. A cominciare, è tanto ovvio quanto succulento, dalla modalità multiplayer: si possono sfidare amici e sconosciuti dall’altra parte del mondo a prescindere dal fatto che abbiano una console o una macchina con tastiera o schermo touch con a bordo il sistema operativo di Redmond. Inoltre, i progressi fatti su pc vengono aggiornati in tempo reale su console. E viceversa, grazie a neuroni e muscoli del cloud.

Xbox One a dieta

Xbox-One-S L'annuncio della Xbox One S Microsoft

Complici forse anche gli spifferi del giorno prima, Microsoft serve immediatamente il primo piatto forte: accenna evoluzione e integrazioni del suo approccio al gaming in apertura di conferenza. Iniziata però con un omaggio all’attualità, spegnendo per un attimo rumore ed effetti speciali che sono la cifra consueta e classica di questo tipo di eventi. Schermo nero, silenzio assoluto o quasi, dalle casse di un Galen Center pieno all’inverosimile ecco la voce proprio di Phil Spencer, che omaggia le vittime della tragedia di Orlando. «Non siete soli» scandisce. «La comunità dei giocatori piange con voi» aggiunge. 

Poi, per contrasto, fari ad altissima intensità sparati sul pubblico e il video introduttivo della Xbox One S, seguita dalla solita parata di giochi, con rare pause e interruzioni, per dimostrare quanto il catalogo si vada infittendo di primizie o nuovi capitoli di franchise consolidati e amatissimi dal pubblico. Vedi «Final Fantasy XV», disponibile dal 30 settembre. O «Battlefield 1», o «Minecraft» che supera persino le barriere tra pc e console, aumentando il tasso d’interattività facendo un salto nella realtà virtuale e sbarcando su Gear Vr. Oltre alla disponibilità per dispositivi iOS e Android.

Saracinesche alzate

Sembra tramontata l’epopea della filosofia chiusa, del voler tenere blindate esclusive e contenuti (persino quelli acquisiti a carissimo prezzo) all’interno del proprio ecosistema. Ecco qualche aggiornamento su Xbox Live, su pc Windows e console certo, ma anche formato app su sistemi operativi della concorrenza californiana, da Apple a Google. Qualche annuncio anche qui: la disponibilità dell’assistente vocale Cortana, la possibilità di scegliere quale musica riprodurre in background, la nascita di «Clubs», una sorta di social network, di community che riunisce virtualmente gli utenti accomunati da capacità e interessi videoludici comuni. Fino ad «Arena», una nuova piattaforma per i tornei, dove competere in solitaria oppure in gruppo con i propri amici.

E poi spigolature varie, con una strizzata d’occhio al pubblico più casual: «Xbox design lab», che permette di scegliere tra otto milioni di combinazioni possibili di colori e fantasie per personalizzare il controller secondo il proprio estro. E le sottolineature su «Id@Box», il programma per gli sviluppatori indipendenti. Dal palco ricordano quanto prosperi, renda milioni di dollari e sforni novità appetite, da «Inside» a «We happy few». O celebri sé stesso rendendo disponibili gratuitamente vecchie hit, come l’indimenticabile Limbo.

Titoli, titoli, titoli

Ma la spettacolarità assoluta non è l’unico asso nella manica di Microsoft. A proposito di carte e titoli annessi, ecco «Gwent – The witcher card game», da settembre su Xbox One e Pc. Rapida sfilata per nomi rocciosi e longevi come «Tekken 7» e «Dead Rising 4» ed è il turno di due primizie. «Scalebound», definito dalla responsabile dei Microsoft Studios come «una delle più grandi nostre prossime release»: bisogna vedersela con giganteschi mostri simili a dinosauri tanto aggressivi quanto generosi nelle cromie della loro corazza. Atmosfere piratesche per «Sea of thieves»; strage di zombi tra sportellate in automobile, asce, pistole e mazze da baseball in «State of decay 2», fino alla presenza fissa e obbligata in qualsiasi conferenza Xbox che si ricordi: Halo, per «Halo Wars 2», per il quale occorrerà però attendere fino al 21 febbraio 2017.

Dieci mesi prima del colpo a sorpresa, il grandissimo effetto speciale tenuto in caldo da Microsoft primo dei titoli di coda. Per l’appunto, l’annuncio della potentissima Project Scorpio. Non tanto per i 6 teraflop di gpu, misura oscura quanto sovrabbondante, ma perché apice, elemento di una galassia trasversale, in cui telefonini, tablet e computer hanno il medesimo ruolo, pur se non sempre (per ragioni ovvie) la medesima capacità di calcolo.

Una nuova era

«Si schiude un nuovo paesaggio del gaming» sintetizza Spencer. «Un’esperienza inedita basata su innovazione, trasformazione, creatività. Si profila un ecosistema forte come non mai in cui quello che conta è la libertà di scelta. Di sfidare chi vuoi, sul dispositivo che vuoi. Un mondo oltre le generazioni, in cui un titolo si compra una volta sola e si gioca dappertutto. In cui l’innovazione non sacrifica la compatibilità».

Ed è condensata in questa ultima frase l’annuncio che il Galen Center accoglie con un gigantesco boato: tutti i titoli presenti e passati di Microsoft gireranno sulla prossima Scorpion, sulla imminente One S, sull’attuale One. Lo stesso varrà per gli accessori. Un enorme sospiro di sollievo per chi teme di spendere oggi in qualcosa che domani sarà già vecchio. «Nessuno» enfatizza Spencer «sarà lasciato indietro».

Doveva essere un E3 dimesso per Microsoft, condannata nelle analisi della vigilia a svolgere un ruolo ancillare rispetto a Sony e al suo visore prossimo al debutto, invece la casa di Windows ha dimostrato di essere presente, di volere e potere dire la sua annodando passato e futuro, sperimentazione e tradizione. Abbandonando rendite di posizione e mettendo al centro quello che conta davvero: la sovranità del giocatore che non sempre, almeno finora, ha coinciso con la sua libertà.

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