The Wire: morto il “vero” Omar
The Wire: morto il “vero” Omar

The Wire: morto il “vero” Omar

La questione è sempre quella. E, spoiler, NON è “fai merenda con girella“. Ok, scusate, ma è stato più forte di me. No, dicevo: la questione è sempre la stessa. Non potete non aver visto The Wire. …Leggi tutto

La questione è sempre quella. E, spoiler, NON è “fai merenda con girella“. Ok, scusate, ma è stato più forte di me. No, dicevo: la questione è sempre la stessa. Non potete non aver visto The Wire. La serie creata da quel genio di David Simon che, come lui stesso disse in una bella intervista di qualche anno fa, NON cambiò la televisione. Ma che avrebbe dovuto farlo. Un vero e proprio capolavoro che avete l’obbligo morale di vedere. Anzi, pensa che cosa bellissima potete fare! Comprate ora il cofanetto completo di The Wire e regalatelo al vostro amico con la televisione più grande! Così lui si sentirà obbligato a guardarla e voi potete imbucarvi a casa sua e goderla nel migliore dei modi! Un piano geniale. Scusate, quando si parla di The Wire mi lascio prendere la mano dall’entusiasmo e dalla stupidera. In realtà la notizia che vi devo dare è piuttosto triste.

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Michael Kenneth Williams con Donnie Andrews

Tra i grandi personaggi che componevano il cast di The Wire c’era anche il grande Omar Little, interpretato da Michael Kenneth Williams. l’ispirazione per questo Robin Hood omosessuale del ghetto, che passava la sua vita a derubare gli spacciatori, Simon la prese da tale Donnie Andrews, scomparso a 58 anni per una serie di complicazioni cardiache. Andrews, eroinomane e spacciatore, si costituì a fine anno Ottanta per un duplice omicidio legato al mondo della droga. Dal 2005 in avanti, una volta in libertà condizionata, si impegnò con una serie di associazioni per tentare di tenere i ragazzi lontani dalle strade. David Simon, che all’epoca del suo arresto lavorava come giornalista al Sun di Baltimora, lo assunse come consulente per la sua serie e prese ispirazione dalla sua storia per la creazione di Omar. Eccolo in un toccante documentario del 2009.

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