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Terremoto Centro Italia: opere d'arte ferite in restauro a Cittaducale

Oltre 1200 dipinti, statue, oggetti e paramenti sacri d'epoca, recuperati tra le macerie e "ricoverati" per tornare all'antico splendore

Continua il recupero delle opere d'arte danneggiate dal terremoto che il 24 agosto ha colpito il centro Italia. Il Ministero dei beni culturali ha dato comunicazione, ancora nelle scorse settimane, del recupero di 43 opere nel Lazio, 50 opere nella chiesa di S.Savina e nelle chiese di S. Francesco e di S. Agostino ad Amatrice.

Sono andate ad aggiungersi alle numerosissime opere già salvate in precedenza dalle macerie - oltre 1200 - e "ricoverate" a Cittaducale, in provincia di Rieti. Qui, dal 29 agosto il vecchio deposito auto della caserma della Scuola del Corpo Forestale è stato trasformato in un ricovero di opere d'arte del tutto antisismico, per intervento dell'Unità tre del Mibact, coordinata dalla Soprintendenza archeologica di Roma. Verranno restaurate per poi essere riportate nei luoghi di provenienza.

Tra le opere danneggiate, immortalate in questi scatti, troviamo il quattrocentesco reliquiario della Filetta, tirato fuori dalle macerie del Museo Civico di Amatrice, e il fragilissimo Paliotto in cuoio dell'altare della Chiesa di S. Angelo, scampato non solo alle scosse, ma anche all'acqua e al caldo. E poi la Madonna del latte di Accumoli, il Crocifisso di Preta, che oggi sembra quasi sanguinare di più, tra tabernacoli, croci, Sacre famiglie e le centinaia di frammenti dell'affresco del Santuario dell'icona passatora. 


Eric Vandeville/Lapresse
Opere d'arte recuperate tra le macerie del terremoto e depositate nel magazzino temporaneo allestito a Cittaducale, in provincia di Rieti, dove sono in corso i restauri.
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