Francesco Canino

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Sono state chiuse nei giorni le indagini del pubblico ministero della Procura di Bari Isabella Ginefra a carico di Domenico De Pasquale, in arte Mingo, e di sua moglie, titolare di una società di cui era socio l'attore: per l'ex inviato di Striscia la Notizia - allontanato assieme a Fabio dal patron Antonio Ricci nell'aprile del 2015 - le accuse vanno dalla presunta truffa ai danni di Mediaset ai reati di simulazione di reato, falso, calunnia e diffamazione. 

Striscia la Notizia, le accuse a Mingo e alla moglie
Appena due settimane fa, durante la presentazione della nuova edizione di Striscia la Notizia, Antonio Ricci era intervenuto sull'affaire Fabio e Mingo, rispondendo indirettamente agli ex inviati, che a settembre avevano convocato una conferenza stampa per spiegare le loro posizioni. "Ho letto tutte le loro dichiarazioni. Posso solo dire che hanno scelto una strategia difensiva molto pericolosa. Non è questo il modo giusto di trovare una via d’uscita", aveva affermato il papà di Striscia. Mingo e la moglie sono accusati di aver impiegato attori per confezionare dieci servizi su storie inventate ma verosimili e poi trasmesse al tiggì satirico di Canale 5.

Stralciata la posizione di Fabio
Oltre a Mingo e alla moglie, è indagata anche la loro segretaria, accusata di favoreggiamento personale, mentre l'altro inviato, Fabio De Nunzio, sarebbe stato all'oscuro di tutto e per questo la sua posizione è stata stralciata e verrà archiviata. Secondo l'accusa, Mingo e gli altri indagati "oltre ad ottenere compensi in virtù del rapporto di collaborazione, si sarebbero fatti rimborsare anche costi non dovuti per pagare gli altri figuranti e attori. L’importo complessivo delle due truffe ipotizzate dalla magistratura barese ammonterebbe a oltre 170mila euro". 

La difesa su Facebook
"Io sono strasicuro del fatto mio! Non mi devo giustificare perché non ho mai commesso alcun reato e il tempo e la giustizia mi daranno ragione". Si difende così l'ex inviato di Striscia la Notizia Mingo, che sceglie la sua pagina Facebook per rispondere alla pioggia di commenti critici arrivati in queste ore: l'attore barese ha replicato a molti dei suoi follower e rigetta ogni accusa. "Non dare per vero tutto quello che leggi e senti su questa storia non fare il pecorone come tanti italiani che si fanno plagiare dall effetto mediatico", scrive ad un suo fan, riservando anche una stoccata al suo collega Fabio. "Ti spiego quello che ti posso spiegare perché poi spero ci sarà un processo dove tutto questo sarà smontato. I 10 servizi sono veri solo in quel caso c'era un epilogo scenico (Striscia è un varietà non è un telegiornale vero). Riguardo a Fabio, lui era all'oscuro di tutti i servizi non solo di quei dieci perché il suo ruolo era quello, arrivava e si metteva dietro col cappellino".

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