Serie tv 2014: i migliori attori

Gli ultimi Emmy Awards hanno premiato Brian Creston e Aaron Paul di Breaking Bad e Jim Parsons (Sheldon) di The Big Bang Theory. Ma il 2014 ci ha regalato almeno altri 10 grandi protagonisti...

Eugenio Spagnuolo

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Una gallery sui migliori attori delle serie tv del 2014 non può che iniziare con Kevin Spacey: ottimo e abbondante nel ruolo del cinico vice-presidente degli Stati Uniti in House of Cards, a cui ha imposto non solo il suo stile, ma anche alcune idee da vecchia volpe di Hollywood.

Onore anche a Neil Patrick Harris: seduttore e donnaiolo in How i met you mother e tra i primi attori a dichiarare di essere gay, già nel 2007: il suo coming out non ha spostato di una virgola gli ascolti della sitcom, segno che (forse) i tempi sono cambiati. Dovrà dividere il podio con Eric Stonestreet, di Modern Family: un moderno Oliver Hardy che non ha avuto timore a interpretare un papà gay in scena, nonostante la sua vita privata vada in tutt'altra direzione. Il successo di entrambi ci dice che una buona prova d'attore può vincere su tutto il resto. Anche sui pregiudizi.

Pressoché sconosciuti ai più erano fino a ieri Ashraf Barhom e Pedro Pascal. Ora sono due star. Il primo ha dato ottima prova di sé nei panni del bizzoso dittatore mediorientale in Tyrant; Pascal, che può vantare una parentela nientemeno che con Salvador Allende, è stato bravissimo a ribaltare i cliché del bel principe in Game of Thrones.

Se della coppia Harrelson-McConaughey e della loro formidabile interpretazione in True Detective si è detto tutto (o quasi), il 2014 è stato anche l'anno di Martin Freeman, passato con disinvoltura da Sherlock a Fargo (dopo aver vestito anche i panni dell'hobbit nella trilogia del Signore degli anelli) e di Russell Tovey: il jolly bello e possibile delle serie tv inglesi, apparso in alcune puntate di Looking.

Last but not least, due monumenti in carne ed ossa: Billy Bob Thornton di Fargo, tra i pochi attori a poter vantare un Oscar come sceneggiatore (nel 1997 per Lama Tagliente), e John Voight, a cui gli autori di Ray Donovan hanno affidato il ruolo di un gangster in pensione, folle e irredimibile: un'interpretazione che gli ha fatto sfiorare l'Emmy, proprio come nel 1970 aveva sfiorato l'Oscar per Un uomo da marciapiede. L'augurio è che possa regalarci altri 50 anni di interpretazioni così.

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