Serie TV

The Good Fight: arriva lo spin-off di The Good Wife

Due avvocatesse riprendono in mano i fili della serie cult prodotta da Ridley Scott

Il successo di una serie tv si intuisce non solo dagli ascolit, ma anche dagli spin-off, che genera. E The Good Fight, la nuova serie in streaming su Tim Vision dal 14 novembre, è il segno del successo di The Good Wife, la serie che ha chiuso i battenti l'anno scorso dopo 7 stagioni. Il trait d'union tra le due produzioni è Christine Baranski nei panni di Diane Lockhart.

 

Che cosa vedremo

Un anno dopo l’episodio finale di The Good Wife, Diane Lockhart (Christine Baranski), seduta sul divano, guarda incredula alla tv il giuramento di Donald Trump da nuovo Presidente degli Stati Uniti d’America. L’avvocatessa ha deciso di lasciarsi definitivamente alle spalle il passato, andare in pensione, lasciare lo studio legale e tutti i suoi associati per godersi una rilassante vita in Provenza. Ma non tutto va secondo i piani. Una gigantesca truffa finanziaria rischia di portarle via soldi, stima e reputazione. Diane sarà così costretta a rimettersi al lavoro, reinventandosi in uno studio legale in ascesa, insieme al neo avvocato Maia Rindell.

Il trailer

Il cast

La giovane Maia è interpretata da Rose Leslie (Il Trono di Spade). Fanno parte del cast anche Delroy Lindo (Malcom X, Fuori in 60 secondi, The Chicago Code), Anthony Rapp (Star Trek Discovery, recentemente al centro delle polemiche per le accuse rivolte a Kevin Spacey), Justin Bartha, Paul Guilfoyle, Gary Cole, Zach Grenier, Jerry Adler, Denis O’Hare, Matthew Perry (Friends), Carrie Preston, già vincitrice di un Emmy per The Good Wife, e Cush Jumbo e Sarah Steele.

Autori e produttori

La firma di punta della serie è Ridley Scott con la sua casa di produzione Scott Free Entertainment. Tra gli executive producer Robert e Michelle King, Phil Alden Robinson, David Zucker e Brooke Kennedy.

Che cosa hanno scritto

“The Good Fight dimostra di avere anche il potenziale per superare la serie originale” (Washington Post).

“Questo inaspettato ma promettente spin-off rappresenta qualcosa di nuovo e rinfrescante” (The New York Times).

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