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"Il giudice", Alessandro Preziosi nel ruolo di Mario Sossi su Rai1

La seconda miniserie del ciclo "Gli anni spezzati" racconta la storia del magistrato Mario Sossi rapito e poi liberato dalle Brigate Rosse

Alessandro Preziosi sul set – Credits: Rai

La vicenda umana e professionale del procuratore Mario Sossi, interpretato da Alessandro Preziosi, è al centro della miniserie Il giudice, in onda lunedì 13 e martedì 14 su Rai1, in prima serata.Si tratta della seconda miniserie della collana Gli anni spezzati finalizzati a raccontare il difficile periodo storico della strategia della tensione e far conoscere alle nuove generazioni le pagine più oscure del recente passato italiano.  Con la regia di Graziano Diana, nel cast ci sono Ennio Fantastichini (Francesco Coco) Stefania Rocca (Grazia Sossi) Anna Safroncik, Simone Gandolfo.

La miniserie inizia a Milano, il giorno in cui c'è la requisitoria della Pubblica accusa nel processo contro la Brigata XXIII ottobre, un gruppo dell'ultra sinistra genovese legata ai GAP di Giangiacomo Feltrinelli. Sta parlando Mario Sossi, il giudice che ha condotto le indagini e il suo discorso conclusivo supportato da prove schiaccianti, centra l'obiettivo: viene data agli imputati il massimo della pena. Un risultato che si aspettavano tutti coloro che avevano visto nell'opera della Brigata XIII Ottobre una vera e propria azione destabilizzante conclusa con l'assassinio di un uomo.

Ma non la pensa allo stesso modo la sinistra extraparlamentare convinta, invece, che Mario Sossi sia un avversario dei lavoratori e della classe operaia. Contro di lui si scatena un vero e proprio movimento di opinione che fa temere il passaggio anche alle vie di fatto. La sensazione che Sossi sia in pericolo è avvalorata dalla campagna stampa contro di lui talmente feroce da farlo soprannominare "Dottor Manette". Il procuratore Francesco Coco, suo grande amico, è deciso ad assegnarli una scorta che viene però rifiutata. Sossi è al contrario di quanto si pensi, un uomo semplice: usa i mezzi pubblici, cammina tra la gente senza alcuna precauzione. Non immagina che, dal giorno della condanna della Brigata XXIII ottobre, tutti i suoi movimenti sono seguiti da uno dei capi delle neonate Brigate rosse: Alberto Franceschini (Giovanni Calcagno).

L'uomo ne sta studiando le abitudini. Nel frattempo i suoi complici stanno cercando una villetta abbastanza isolata nella quale rinchiudere Sossi dopo averlo rapito. Qui dentro, il giudice subirà un durissimo processo da parte dei terroristi che lo accusano di essere il nemico della classe operaria. Dopo il rapimento di Sossi si scatena la caccia alla sua prigione da parte delle forze dell'ordine. Vi partecipa anche il giovane magistrato Roberto Nigro che negli ultimi mesi aveva affiancato Sossi per la stima che riponeva nei suoi metodi, nel suo intuito e nella sua drittura morale.

Intorno a questo contesto storico ruotano le due puntate della miniserie. Ma in parallelo scorre una storia d'amore. I protagonisti sono proprio Roberto Nigro e la nuova collega Claudia Magistrali (Anna Safromcik) arrivata da poco e della quale, suo malgrado, subisce il fascino. Nigro, infatti, è sposato e crede di essere un buon marito per la moglie che, invece, sentendosi trascurata, lo tradisce. Tale scoperta segna profondamente il giovane magistrato ma lo incita a guardare con maggior fiducia alla collega che, da parte sua, lo gratifica con una grande stima professionale. Adesso, poi, i due dovranno lavorare insieme nel tentativo di trovare la prigione di Sossi e liberarlo. E i sentimenti di ognuno verranno allo scoperto.

La parte storica della miniserie si conclude, come è noto, con la liberazione di Sossi a cui segue, qualche giorno dopo, l'omicidio di Francesco Coco.

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