Rita Dalla Chiesa: "Se cassa il mio programma, porto La7 in tribunale"

Ecco perché l'avventura della conduttrice a La7 potrebbe finire in tribunale ancora prima di iniziare

Rita Dalla Chiesa

– Credits: (Ansa)

Francesco Canino

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Dal tribunale televisivo di Forum alle aule di quello vero. L’avventura di Rita Dalla Chiesa a La7 deve ancora iniziare ma già rischia di finire per vie legali: qualche giorno fa il sito Tv Blog ha infatti svelato la soppressione de La settima onda, il nuovo programma che la presentatrice avrebbe dovuto condurre da gennaio.

IL COMMENTO SU FACEBOOK. A poche ore dalla diffusione della notizia, la conduttrice aveva preferito limitarsi ad un (non) commento sulla sua pagina Facebook: “Non commento la decisione dell'editore di cancellare la mia trasmissione su La7. Ma voglio ringraziare tutte le persone che ci hanno creduto e che ci hanno lavorato fino a stamattina. Persone che adesso, come tantissimi altri, purtroppo, si ritrovano senza lavoro. A loro tutto il mio affetto e la mia riconoscenza per l'entusiasmo, i sorrisi e la professionalità. Grazie a tutti, ragazzi!”.

LA DIFFICILE GESTAZIONE. La scorsa estate la Dalla Chiesa aveva lasciato Mediaset, quasi a sorpresa, dopo oltre vent’anni. A lavorare ai contenuti del nuovo programma era stato chiamato in primo tempo Daniel Toaff, storico autore e capo progetto de La vita in diretta, presto congedato da Urbano Cairo: il patron di La7 avrebbe infatti preferito contenuti più simili a quelli di Forum e una trasmissione dal budget più contenuto (anche considerando il flop del contenitore Cristina Parodi Live, lo scorso anno).  E proprio i problemi di costi sarebbero alla base della scelta di cassare sul nascere La settima onda, a cui da tempo lavoravano la conduttrice, gli autori e una redazione.

PARLANO RITA E PRESTA. Ieri, in serata, è arrivata la dura presa di posizione di Rita Dalla Chiesa e del suo manager Lucio Presta. “Se dovessi ricevere una conferma scritta e l’ipotesi di cancellazione dovesse risultare ufficialmente, allora sarò costretta a portare Cairo e la sua rete avanti i giudici. Ma voglio augurarmi che tutto questo non abbia seguito e che non debba essere costretta a tutelare il mio buon diritto in Tribunale”. Netto anche il commento di Presta: “Dopo aver rinunciato alle reiterate proposte di Mediaset non si può credere che all’ultimo momento, pare per motivi di budget, l’attività artistica e l’immagine di Rita possano subire un danno tanto grave quanto ingiustificato. Si tratta di una trasmissione del pomeriggio alla quale Rita ha lavorato con grande impegno e passione e che, dopo alcuni rinvii, era pronta per il decollo, a presidio del pomeriggio della rete”.

LA REPLICA DELLA RETE. Poche ore dopo il comunicato congiunto di Presta e Dalla Chiesa, è arrivato anche quello di La7, senza però alcuna precisazione circa il destino del programma e soprattutto il futuro in azienda della conduttrice: “La7 comunica di aver preso atto con stupore delle dichiarazioni della sig.ra Dalla Chiesa e precisa che l’Azienda non ha alcun obbligo contrattuale relativamente alla produzione e alla messa in onda di uno specifico programma essendo le decisioni in merito rimesse esclusivamente alla propria valutazione”.

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