Vi racconto in tv l’Italia che non si arrende

Saturnino racconta Guerrieri - Storie di chi non si arrende, la trasmissione in onda su La7, a partire dal 22 novembre

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Non mi ero mai lanciato da un aereo con il paracadute. Mi ha convinto a farlo Laura Rampini, 40 anni, una donna eccezionale. Da due decenni è costretta a muoversi su una sedia a rotelle: un incidente stradale le ha paralizzato per sempre le gambe. Ma Laura non si è arresa, aveva un sogno e lo ha realizzato. Il suo sogno era sentirsi libera in caduta libera. Arrivati in quota, lei si è buttata e, io, dopo di lei, in tandem con l’istruttore. Quella di Laura è una delle straordinarie vicende umane che vi svelerò in Guerrieri - Storie di chi non si arrende, su La7, a partire dal 22 novembre.

Tutto è iniziato così: all’inizio dell’estate ricevo la telefonata di un carissimo amico, agente di molti volti noti della televisione, che mi chiede: "Ti andrebbe di partecipare in veste di narratore-intervistatore a un programma televisivo che si chiamerà Guerrieri basato sull’ultima campagna Enel?". Ho detto subito sì. Anche perché come bassista elettrico, nella band di Jovanotti, mi sono sempre sentito un po’ guerriero. Guerrieri è dunque la ragion per cui dai primi giorni di ottobre mi muovo lungo l’Italia con una valorosa troupe di ragazzi giovani e instancabili. Viaggiamo per ascoltare e poi raccontare le vite entusiasmanti di tante persone. Per umanità, passione e positività. Esistenze a volte difficili, storie di donne e uomini che la vita ha messo a dura prova. Le ho appena toccate con mano in un pomeriggio trascorso per intero nel carcere di Lecce. Sofferenza, orgoglio, riscatto, ma anche dedizione agli altri. Mi ha stregato il racconto di Lucio, 79 anni, di Torre Annunziata. Lui strappa letteralmente i ragazzi dalla strada e li introduce alla nobile arte della boxe. Ha coraggio e passione. E, soprattutto, la pazienza di un monaco Shaolin: un uomo da ricordare.

Ho incontrato anche Arianna: lei ha avuto una visione, ha intuito che il futuro è amare la propria terra, tornare all’agricoltura, e poi Amir, rapper italoegiziano, un duro che ha imparato a stare nel lato buono della forza. In questo viaggio intenso, che prosegue mentre sto scrivendo, ho il raro privilegio di incontrare persone speciali che applicano senza remore la teoria del fare. Ma soprattutto ho il privilegio di ascoltare il più emozionante e toccante dei racconti: quello della vita vera.

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