Televisione

Loretta Goggi: "Tale e Quale, le fiction e la voglia di nuove sfide"

Intervista alla giurata del talent show di Rai 1 con Carlo Conti, al via venerdì 21 settembre. "Sto scrivendo il plot di una serie tv", rivela Loretta Goggi

Tale e Quale Show 2017 Loretta Goggi

Francesco Canino

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Surfare per cinquantasette anni sull’onda del successo è un’impresa possibile solo per chi nasce con un grande talento. Loretta Goggi è un concentrato di talenti, uno dei pochi personaggi capaci di passare dalla tivù al cinema, dal teatro di prosa al musical senza mai perdere la propria identità o aver paura di sporcarsi le mani con l’ultra pop. Il successo è una formula misteriosa, che inconsciamente la Goggi dimostra di conoscere. Emozionarsi per emozionare, giocare con le sfumature, alzare l’asticella delle sfide con se stessi per regalare qualcosa di unico. Alla vigilia della prima puntata della settima edizione di Tale e Quale Show, Panorama.it ha provato a raccontare il presente e il futuro di una delle artiste più idolatrate dal grande pubblico. 

Loretta, settimo anno da giurata di Tale e Quale Show. Non ti sei ancora annoiata?

Assolutamente no, perché sembra sempre uguale ma ogni anno è un programma diverso: tutto dipende dal cast, ogni artista porta la sua storia e la sua sensibilità su quel palco.

È uno dei pochi show televisivi che ha retto sul piano degli ascolti. Ti sei fatta un’idea del perché?

Perché è una gara-non gara, non ci sono strategie. E per la qualità del cast: ogni anno Carlo ha saputo alzare l’asticella del talento. Il pubblico lo apprezza.

A proposito del cast: c’è un concorrente che secondo te darà particolari soddisfazioni al pubblico?

Annalisa Minetti. Sarà interessante vedere come si comporterà in diretta: l’ho sentita cantare dal vivo di recente e ha una vocalità straordinaria. Sono curiosa di capire cosa coglierà dei vari personaggi grazie al lavoro che farà con i vari coach. Per lei la sfida è doppia, ma il talento non le manca.

Claudio Lippi passa invece dall’altra parte della barricata, da giurato a concorrente. Come si comporterà?

Non ho la più pallida idea di come sia come imitatore, non so che duttilità possa avere. Sarà interessante e divertente.

Conosci altri concorrenti?

Me li sono studiati tutti negli ultimi giorni. Conosco già Donatella Rettore, che per me ha pure scritto delle canzoni. E poi ho recitato con Edy Angelillo: è una bravissima attrice e cantante. Eravamo nella stessa casa discografica.

C’è nell’aria una versione di Tale e Quale senza vip, per il 2018. Come la vedi?

Senza famosi e senza noi come giurati: non avrebbe senso la nostra presenza, questa è la mia idea. Comunque mi piace, perché mi pare di capire che si cercheranno talenti reali, non semplici imitatori. Sarà una cosa seria.

Rispondi di getto: quanto tempo manca al grande varietà di Loretta Goggi?

Non credo che possa accadere. Ho perso il conto di quanti direttori e capi struttura sono cambiati in Rai: il mio nome è scomparso dalla memoria, i nuovi dirigenti non sanno nulla di me. Prima pensavo fosse un fatto anagrafico, poi ho visto che Fiorella Mannoia a 63 anni fa un programma e lo fa benissimo e che Vasco Rossi, a 65 canta davanti a migliaia di persone. E poi ci sono attrici strepitose come Helen Mirren o Gleen Cloose: non mi paragono a loro, ma dico che il talento non c'entra con l'età.

Allora qual è il problema?

È che la Rai, che io sento come la mia azienda, non ha memoria. Chi è nel giro rimane, chi è fuori è fuori: io sono uscita dalla tv nel 1989, non sbattendo la porta ma accostando piano il portone, sono consapevole delle mie scelte, non sono una vittima.

Dunque il Goggi Show quando lo farai?

Credo mai. Ora vorrei fare qualcosa di più piccolo, che mi assomigli e che mi permetta di esprimermi per quella che sono, ovvero un’artista di oggi: non sono solo il mio passato. Quale forma dovrebbe avere, ancora non lo so.

Un rimpianto lavorativo?

Nessuno, se non quello di non avere mai accettato di fare due cose in contemporanea: negli anni ’80 dissi no Serata d’onore, perché mi sarei dovuta spostare a Montecatini il sabato sera mentre facevo il Loretta Goggi in Quiz tutti i giorni da Milano. Forse le cose sarebbero andate diversamente.

Rifaresti anche Miss Italia 2007 con la celebre sfuriata in diretta con Mike Bongiorno?

Certo, rifarei la stessa identica cosa, perché sono una donna di pancia. Non ho offeso nessuno e sono rientrata solo perché mi è stato chiesto dalla Rai. Mica l’ho fatto per me, era per difendere quelle artiste che si sono battute per avere un ruolo nello spettacolo: ancora oggi la figura della donna in tv è sbiadita.

 

Negli ultimi anni ti sei tolta qualche bella soddisfazione con le fiction. Prima Un’altra vita poi Sorelle, hanno fatto il pieno di ascolti. Però negli ultimi giorni hai punzecchiato la Rai…

Di recente ho visto uno spot di ringraziamento della Rai in cui c’erano tutte le fiction tranne Sorelle. Un’altra vita invece non fu mai nemmeno candidata ai Premi Regia Televisiva. Non accuso nessuno, solo mi chiedo perché non gli sia stato riconosciuto il grande successo di ascolti che hanno avuto e lo dico ricordando che non ero nemmeno la protagonista principale di quelle serie.

Nel frattempo ti sono arrivate proposte per nuove fiction?

No, più nulla. Ma non mi preoccupo. Vengo da tre anni molto forti e ho voglia di prendermi un po’ di respiro: bisogna avere la testa sgombra per calarsi nei personaggi. Per questo ho detto no a due film importanti: i ruoli erano belli ma non mi facevano paura e sono in un momento in cui se penso di potercela fare facilmente – per quanto nulla sia facile – dico no.

Ti piacciono le sfide, insomma. La prossima?

Sto scrivendo con mia sorella Daniela i plot per delle serie tv: abbiamo un po’ di idee, stiamo mettendo a fuoco le sinossi. Ho scritto due libri, mi dicono che sono una buona penna, ma in questo caso la sfida è ancora più impegnativa. Nel mio futuro oltre a recitare vorrei occuparmi di sceneggiatura.

Dici basta con il teatro?

No, ma ci vado con molta cautela dopo tre esperienze negative sul piano economico. Io amo il teatro ma non fino al punto da rimetterci: mi è capitato di andare in scena pur sapendo che non sarei stata pagata. Ora vorrei che mi contattasse un produttore credibile: ho voglia di togliermi qualche bella soddisfazione nella prosa.

Ultima domanda. Ti sei mai chiesta perché vieni considerata da decenni un’icona gay?

Non me lo sono mai domandato: l’ho accettato, punto. Forse perché hanno saputo cogliere il mio umorismo e il mio vissuto fatto di grandi passioni: ho testimoniato che provare l’ebrezza del grande amore è possibile e per molti di loro l’amore è il grande traguardo.

Dunque sei favorevole alle unioni civili?

Sono cattolica e praticante, ma sul piano civile la trovo una legge giusta che riconosce un diritto sacrosanto per gli etero e per i gay. Mi piacciono i messaggi di amore universale, si è capito?

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