Axel Witsel: il sogno del Milan che tifava Zidane (e la Juve)
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Axel Witsel: il sogno del Milan che tifava Zidane (e la Juve)
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Axel Witsel: il sogno del Milan che tifava Zidane (e la Juve)

Per la stampa belga è questione di ore: il centrocampista dello Zenit sarà presto un giocatore rossonero. Le sue virtù, i suoi limiti

Lo cercano in molti, lo farà suo soltanto una squadra, probabilmente quella disposta a dimostrargli con il maggiore entusiasmo (e denaro) il suo interesse. Per Axel Witsel, 26enne centrocampista belga di origini martinicane, l'avventura in Russia alle dipendenze dello Zenit di San Pietroburgo è arrivata ai titoli di coda. Dopo un triennio speso a mettere ordine sui campi del campionato russo, coronato dalla conquista del titolo nazionale nell'ultima stagione, è stato lo stesso Witsel a mettere il francobollo sulla cartolina che vale un addio. Vuole togliere il disturbo per mettersi alla prova in un torneo più competitivo. Fosse la Premier, farebbe i salti di gioia. Fosse la Serie A, ascolterebbe con attenzione. Radiomercato dice che su di lui ci sarebbe in prima fila il Milan, orfano di Kondogbia e desideroso di dimostrare ai suoi tifosi di voler tener fede alle sue promesse di rilancio, ma guai a sottovalutare l'impeto eurocentrico della Juventus, pronta a piazzare il colpo vincente nel caso Pogba togliesse le tende da Torino. Per Transfermarkt vale poco meno di 30 milioni di euro, ma è probabile che lo Zenit punti a pubblicare la foto del giocatore su Ebay per dare il via a una vera e propria asta. 

Witsel è un giocatore utile, anzi, utilissimo. Ragioniere della mediana, fa la differenza quando è chiamato a smistare palloni a breve distanza. E' alto un metro e 86 centimetri: controlla e definisce, non è un incursore da pronti e via. Secondo alcuni ricorda Patrick Vieira, il monumento del calcio francese declinato alle esigenze prima dell'Arsenal, quindi della Juve, dell'Inter e infine del Manchester City. E il confronto ci sta. Simile l'approccio alla partita e il senso azzeccatissimo della posizione in campo. E comune la difficoltà a correre gambe in spalla in fase di ripartenza. Witsel è diventato giocatore vero da giovanissimo. A 17 anni era inserito in pianta stabile nelle file dello Standard Liegi, la società che l'ha lanciato nel grande calcio. E l'anno successivo raggiungeva già la doppia cifra nel tabellino delle reti. Ha segnato tanto in Belgio: 44 gol in 192 gare tra campionato e coppe, fuori e dentro il Paese, mettendo in cassaforte due titoli nazionali, 2 Supercoppe, una Coppa del Belgio e la pergamena di calciatore belga del 2008, anno in cui si cuce addosso la maglia della Nazionale. Nel luglio 2011, la prima esperienza fuori porta. Lo chiama il Benfica, che spesso ci vede lungo e l'affare va porto in cambio di poco meno di 14 milioni di euro. Il club portoghese annusa e indovina, blindando il suo nuovo gioiellino con una clausola rescissoria di 40 milioni di euro. Tutto torna, con gli interessi.

Sì, perché 14 mesi dopo Witsel è già altrove, in Russia,  alla corte di Luciano Spalletti, che per far volare alto il suo Zenit convince i suoi dirigenti a riconoscere al Benfica l'intero importo della clausola rescissoria, senza un euro di sconto. Il giocatore belga piace e convince anche nella città degli Zar, offrendo una buona continuità di rendimento e garantendo, spesso e volentieri, la saggezza necessaria in mezzo al campo. Fino all'epilogo, che non lascia spazio all'immaginazione. "Ho sempre detto – ha dichiarato Witsel – che non volevo lasciare lo Zenit senza prima vincere qualcosa, adesso abbiamo vinto il campionato russo e quindi il mio obiettivo è stato centrato. Adesso voglio giocare in un torneo più competitivo". Punto e a capo. Il messaggio si è udito forte e chiaro nelle sedi delle società più prestigiose del continente. Anche a Milano. Dove Galliani ha dato mandato ai suoi uomini di apparecchiare la tavola per l'invito a cena con il belga. Che alla fine, spiegano da Bruxelles, potrebbe cedere alle lusinghe del maestro di cerimonia in rossonero. A patto però che la Juve non decida di premere sull'acceleratore per dare fondo a un attestato di stima che lo stesso Witsel le aveva riconosciuto un paio di settimane fa. Sentite qua: "La Juventus sarebbe una grande super soluzione per me, è un top club, hanno un progetto serio e stanno tornando ai livelli di un tempo quando avevano campioni come Zidane e Nedved". Galliani, stai sereno. 

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