La sfida degli ultrà alla Juve: sciopero del tifo
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La sfida degli ultrà alla Juve: sciopero del tifo
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La sfida degli ultrà alla Juve: sciopero del tifo

Contro il Copenaghen tutti zitti come un anno fa con lo Shaktar. Motivo? Ufficialmente i bimbi in curva e Trezeguet, ma dopo la squalifica la pace è difficile...

Niente bolgia, siamo in sciopero. Gli ultras della Juve dichiarano guerra alla società e contro il Copenaghen, nella prima gara utile di Champions League, resteranno in silenzio per protestare contro quella che ritengono una mancata presa di posizione da parte del club dopo la squalifica per cori che priverà la squadra di Conte dell'apporto della Curva Sud contro Udinese e Sassuolo e della Curva Nord nella prima delle due occasioni. Curve vuote per sentenza del Giudice sportivo che il club vorrebbe riempite dai bambini delle scuole per dare un segnale forte al mondo del calcio nella lotta a ogni forma di discriminazione.

Una scelta che non è piaciuta ai gruppi organizzati che dovranno restare fuori dallo stadio fino al 2014 (in campionato). La protesta è montata in Rete nei vari forum e sulle piattaforme social, fino a sfociare nella decisione di scioperare contro i danesi in una gara fondamentale per il prosieguo del cammino dei bianconeri in Champions League. Sul tavolo anche la festa per il ritorno di David Trezeguet a Torino. Una celebrazione voluta dai gruppi della Curva e organizzata proprio in occasione della sfida contro il Sassuolo. Trezeguet ci sarà, gli ultras no perché squalificati. Come risolvere il pasticcio? La proposta di aprire i cancelli a fine partita per consentire l'afflusso e la festa non ha scaldato gli animi dei dirigenti bianconeri e anche questo ha contribuito a innervosire i tifosi.

Possibilità di mediazione? Al momento nessuna. I gruppi della tifoseria annunceranno presto la loro forma di protesta e boicottaggio e poi attenderanno una risposta da parte del club. Arriverà? La posta in gioco è alta. Le divisioni riguardano anche altre vicende del rapporto con la Juventus e in ogni caso il momento è delicato, perché il mondo del calcio è impegnato a dimostrare di aver reciso i legami con le curve.

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