Seedorf-Milan: divorzio da 10 milioni di euro
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Seedorf-Milan: divorzio da 10 milioni di euro
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Seedorf-Milan: divorzio da 10 milioni di euro

L'olandese deciso ad andare fino in fondo: non vuole concedere nessuno sconto al club. Rifiutata un'offerta da 3,5 milioni di euro

Clarence Seedorf e il Milan: un addio carico di veleno nella coda. L'olandese non ha gradito il trattemento ricevuto nelle ultime settimane dalla dirigenza rossonera e il fatto di essere stato messo alla berlina. Una pubblica gogna mediatica, con la regia della società di via Aldo Rossi. I risultati positivi (35 punti in 19 giornate, ovvero il miglior rendimento del torneo alle spalle di Juve e Roma) sono stati fatti passare in cavalleria, ponendo l'accento sui clan presenti nello spogliatoio milanista. Una situazione sfuggita di mano anche l'efficente reparto comunicazione del Diavolo: mai come quest'anno erano filtrati rumors, schermaglie e querelle che solitamente rimanevano ovattate nel bunker di Milanello.

L'ultimo episodio la famigerata lite fra Amelia (pro Seedorf) e Bonera, ovvero uno dei calciatori (insieme ad Abbiati e Montolivo) ad aver congiurato contro il giovane tecnico olandese nella famosa cena di Arcore di un bimestre fa. Per questo motivo l'ex numero dieci si è irrigidito dinanzi alla proposta di rescissione palesata da Adriano Galliani. 3,5 mln per chiudere immediatamente il rapporto. Ovvero un anno di contratto più un milione extra per giungere alla rescissione seduta stante. Seedorf, però, non è intenzionato ad accondiscendere ai desiderata di chi, di fatto, l'ha esautorato. Un finale che ricorda quello materliazzatosi nell'estate 2009 con Leonardo. Anche in quel caso l'amore si tramutò in rabbia.

Allora come oggi il tifo era schierato da parte dell'allenatore. La soluzione Inzaghi testimonia come si sia puntato su una soluzione poco impegnativa sia dal punto di vista economico che degli investimenti da operare sul mercato. Il braccio di ferro fra i rappresentanti dell'ex Botafogo e quelli milanisti è appena iniziato e la vicenda si preannuncia ricca di colpi di scena. Da non escludere neppure che possa sfociare in un duello legale. Ipotesi ventilata e valutata anche ieri sera in quel di Arcore, tuttavia non esistono i principi per appellarsi alla giusta causa quale motivazione per l'esonero.

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