Rodriguez, talento della Colombia che la Juve non volle...

Ha trascinato i Cafeteros e il Monaco lo ha pagato 45 milioni di euro. Nel 2010 era bianconero, poi Alessio Secco lo bocciò

James Rodriguez – Credits: Ansa

Nicolò Schira

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Fra le stelle e coloro che si sono candidati a recitare un ruolo da superstar del Mondiale brasiliano vi è il numero dieci della Nazionale Colombiana James Rodriguez. I Los Cafeteros hanno schiantato 3-0 la Grecia al debutto. Mattatore, manco a dirlo, il gioiello classe '91 del Monaco. Nel Principato l'estate scorsa hanno fatto follie pur di accaparrarselo. Alla fine il patron russo Dmitrij Evgen’evič Rybolovlev ha scucito ben quarantacinque milioni per strapparlo al Porto. Cifra ricompensata da giocate spaziali in Ligue 1. Quotazione destinata, altresì, a crescere ed impennarsi al termine della Coppa del Mondo. E pensare che la stella colombiana sarebbe potuta sbarcare in Italia quattro anni fa. Era l'estate 2010 e il Banfield aveva messo sul mercato la giovane promessa. A curare l'operazione è l'agente italiano Bruno Carpeggiani che lo propone a diversi club nostrani.

La Juventus è quella più solleticata e trova un'intesa di massima. Gli argentini chiedono 7 mln per cedere la stellina sudamericana. Un investimento importante per quello che è ritenuto un craque. L'allora diesse bianconero Alessio Secco insieme al capo-scouting della Vecchia Signora Renzo Castagnini decidono di bocciare l'acquisto, interrompendo la trattativa. Rodriguez vola così in Portogallo alla corte di Pinto da Costa che appena tre anni dopo lo rivenderà a peso d'oro. Il resto è storia attuale e il gol e gli assist messi in mostra contro la formazione ellenica hanno riacceso i rimpianti per un Top Player che sarebbe potuto sbarcare nella nostra Serie A e che invece saremo costretti ad amminare da lontano.

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