Il ritratto di Walter Sabatini, il "Re" del calciomercato
Ansa/Ettore Ferrari
Il ritratto di Walter Sabatini, il "Re" del calciomercato
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Il ritratto di Walter Sabatini, il "Re" del calciomercato

Ecco chi è il ds della Roma; inventato dirigente da Gaucci, simile a Moggi, con un unico cruccio: il fratello - Il tabellone del calciomercato

Garcia, Nainggolan, Gervinho, Maicon, Destro, ed ora Iturbe, Cole e per ultimo Astori. Da due anni non ci sono più dubbi: il nuovo "Re" del calciomercato (dopo le epopee di Moggi e Galliani) è lui, Walter Sabatini, il direttore sportivo della Roma. Poche parole ma tanti fatti: ha lasciato parlare ad esempio la Juventus per settimane con il Verona, poi da solo, in3 6 ore gli ha soffiato Iturbe. E lo stesso è avvenuto per Astori. Lotito e la Lazio lo avevano di fatto nel mirino da settimane, poi è arrivato lui ed ha chiuso l'affare.

Difensore arcigno (tanta grinta e piedi non certo di velluto), Sabatini sembrava destinato dopo la fine della sua carriera da calciatore, alla vita da allenatore. Fu però il presidente del Perugia, Luciano Gaucci, a trasformarlo in dirigente. Erano i tempi non a caso del grande Perugia e del primo colpo ad effetto: Idetoshi Nakata. Poi venne un periodo alla Lazio con alti e bassi fino alla prima vera svolta della carriera, a Palermo.

Fu lui a conquistare il vulcanico presidente Zamparini portando un'allora sconosciuto Javier Pastore dall'argentina alla Sicilia per 6 milioni (un affare d'oro se pensiamo che il Flaco è stato poi venduto al Paris Saint Germain per 43 milioni). Fu sempre lui a scoprire Abel Hernandez o Ilicic; illustri sconosciuti diventate preziose pedine in campo e di calciomercato.

Poi l'arrivo alla Roma, dove non sono mancati i problemi, soprattutto con Franco Baldini. Troppi due galli nello stesso pollaio. Una volta però rimasto solo in società, con pieni poteri, Sabatini si è conquistato la fiducia di Pallotta e dei nuovi proprietari a colpi di illuminazioni: fu Walter a scegliere e volere Garcia, fu sempre lui a creare il giusto mix di giovani ed esperti, il tutto senza prosciugare le casse della società giallorossa.

Schivo, silenzioso, lavora come uno della vecchia guardia senza chissà quale squadra di osservatori. A lui basta un uomo, Frederic Massara, ex attaccante del Pescare, suo braccio destro, consigliere, uomo di fiducia. E' lui che va alla caccia di nuovi talenti ma alla fine l'ultima parola spetta sempre a Sabatini, che di persona va in giro per il mondo a vedere se davvero l'affare si può e si deve fare. "Sabatini è il migliore perché lavora proprio come me, in silenzio, senza fronzoli, magari con una giusta bugia ogni tanto, ma poi non sbaglia un colpo" è il giudizio di Luciano Moggi pochi giorni fa a Radio24. 

Vizi? Uno solo: il fumo. Il suo ufficio è avvolto da una cappa di nebbia perenne, colpa delle 25 sigarette che consuma ogni giorno e che nel periodo di calciomercato salgono fino ai 2 pacchetti se non di più in maniera ossessivo complusiva.

Il cruccio? Anche in questo caso, uno solo, il fratello Carlo che si è costruito una carriera da allenatore fino a questo momento costellata però più da esoneri che da successi. Ma come si fa a non aiutare sangue del tuo sangue?

Sabatini per tradizione e scaramanzia firma contratti annuali, non questa volta, non alla Roma dove ha sottoscritto un triennale. "Credo in questo progetto e puntiamo allo scudetto. Dovessimo vincerlo subito in questa stagione me ne vado perché di più non potrei fare"...

Inutile dire che per il nuovo Re del calciomercato, fuori da Trigoria, ci sarebbero altri cancelli pronti da varcare (Appiano o Milanello)

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