Okaka e Acerbi: il futuro è azzurro
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Okaka e Acerbi: il futuro è azzurro
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Okaka e Acerbi: il futuro è azzurro

L'uno ha ritrovato la fiducia, l'altro la salute. Per motivazioni moltiplicate dalla maglia dell'Italia, come spiega il loro comune agente

L'Italia di Conte nella notte di Marassi contro l'Albania ha trovato un nuovo protagonista su cui puntare: è Stefano Okaka, bomber della Sampdoria, che al debutto in azzurro ha mandato al tappeto la formazione del ct Gianni De Biasi. La punta blucerchiata è una delle note liete del nuovo corso di Conte, che si sta rivelando aperto a tutti. Ne sa qualcosa anche Francesco Acerbi, la cui ascesa calcistica sembrava essersi bruscamente interrotta per un tumore ai testicoli: dopo averlo sconfitto per ben due volte, il difesore classe '88 si è ripreso il palcoscenico della Serie A con il Sassuolo e poi la maglia della Nazionale. Due belle storie di sport che analizziamo insieme all'agente di entrambi, Andrea Cattoli.

A distanza di qualche ora, ci racconta come hanno vissuto la prima volta in Nazionale i suoi assistiti?
"Ero anch’io allo stadio e per me è stato un orgoglio incredibile averli contemporanemente in campo con l’Italia, senza contare che qualche mese fa pensare a un un Acerbi in azzurro era quanto meno utopistico, visto che era alle prese con la chemioterapia, e che Okaka ha realizzato il goal della vittoria. Ho visto entrambi a fine partita ed erano felicissimi. Una notte davvero magica per loro".

Okaka è il simbolo della classe operaria che tanto piace ad Antonio Conte. Un attaccante che non lesina energie e impegno anche in allenamento, a differenza di altri suoi colleghi: la sua valutazione?
"Stefano negli ultimi due anni ha avuto una maturazione incredibile. E' arrivato in alto giovanissimo e forse non era ancora pronto all'epoca per essere un protagonista decisivo. Quando ho iniziato ad asssisterlo, giocava in serie B allo Spezia e non giocava neppure titolare. Il tecnico che lo allenava lo metteva spesso esterno, però non ho mai avuto dubbi sulle sue doti. Ero convinto che sarebbe riuscito a emergere come punta centrale".

A gennaio dell'anno scorso l'ha portato alla Sampdoria dal Parma in uno scambio con Pozzi e in casa blucerchiata è oggi considerato uno dei migliori affari conclusi negli ultimi anni. Mossa azzeccata, quindi…
"Ero certo che la piazza ligure fosse quella giusta per Okaka. Il merito va però al diesse Osti per averci creduto e soprattutto a mister Mihajlovic per essere stato il primo a credere ciecamente in Okaka. Con questo allenatore Stefano è cresciuto tantissimo, trovando quella fiducia che gli era mancata in passato".

Il contratto con la Samp è in scadenza nel 2016: cosa accadrà?
"Siamo tranquillissimi. C'è un anno e mezzo di contratto e Okaka è felice alla Sampdoria e vuole portarla in alto".

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Passiamo ad Acerbi: quattro anni fa giocava in Seconda Divisione al Pavia e in un paio d'anni è arrivato al Milan. Poi, dopo che la sua carriera è stata a rischio per la malattia, ecco la Nazionale. Come avete vissuto questo periodo?

"Francesco è un leone. Ha una carica pazzesca ed è riuscito a superare due sfide terribili nella sua vita. Vincere il cancro è stato il suo vero trionfo: adesso ha un entusiasmo incredibile, vuole spaccare il mondo. E tutto ciò si riverbera in campo: non a caso è tornato protagonista e titolare nel Sassuolo. Sta facendo un ottimo Campionato e sono convinto possa riprendersi con gli interessi ciò che il destino gli ha tolto. Gli auguro di continuare così e - come ha detto lui - che il debutto in Nazionale di ieri possa essere solo il primo passo e non un punto d'arrivo".

Ritiene quindi che non ci saranno più gli alti e bassi visti in passato, al di là del tumore?
"Acerbi si è migliorato costantemente anno dopo anno. Come tutti i giovani ha anche commesso qualche errore, dal quale ha tratto insegnamento. Al Milan è stato un po' sfortunato e le cose potevano andare diversamente. Dopo di che ha vissuto il dramma della malattia: adesso però è perfettamente guarito e a 26 anni ha ancora tanti traguardi da raggiungere nel calcio".

Potrebbe quindi anche tornare a essere un protagonista del mercato?
"Anche Acerbi pensa solo al Sassuolo, anche e soprattutto perché il club e i suoi dirigenti gli sono stati vicini nelle battaglie contro la malattia. Gesti che spesso non accadono nel mondo del calcio e pertanto meritano di essere sottolineati. Mister Di Francesco, il direttore Bonato, il dottor Minafra non hanno mancato mai di incoraggiarlo anche nei momenti che sembravano più bui. E oggi sono proprio loro i primi a gioire insieme a lui".

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