Damian Lillard, il giovane più forte dell'NBA

Il play di Portland (miglior matricola dell'anno) racconta il suo primo anno tra i professionisti: "Chris Paul è il più duro da affrontare. Il mio obiettivo? Diventare Mvp"

Damian Lillard alla Schools Cup di Udine.

Teobaldo Semoli

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"Nei prossimi anni voglio diventare il miglior giocatore dell'Nba, e penso che prima o poi ci riusciro..."

Con i suoi 191 centimetri di muscoli (per lo più tatuati), di talento e di tecnica individuale Damian Lillard è stato nominato all'unanimità "Rookie of the Year 2013", ovvero la matricola più forte dell'NBA. In visita a Udine per le finali di Schools Cup il playmaker dei Portland Trail Blazers (19 punti e 6,5 assist di media alla sua prima stagione tra i professionisti) è il presente e il futuro della franchigia dell'Oregon, con un destino scritto, almeno secondo lui, come Mvp dell'intera Lega...

Cosa hai provato quando ti hanno comunicato che avevi vinto il premio di Rookie dell'anno?

"Ero molto emozionato, ormai sapevo che di lì a poco il mio sogno sarebbe diventato realtà. Non stavo nella pelle".

Come l'ha presa la tua famiglia?

"Sono stati entusiasti del mio traguardo. Non posso far altro che ringraziarli per l’enorme supporto che mi hanno dimostrato. La mia è una famiglia di sportivi ed è proprio grazie allo sport che sono riuscito a non frequentare certi ambienti poco raccomandabili".

Chi è il giocatore più forte che hai dovuto affrontare in questa prima stagione?

"E' senza dubbio Chris Paul. E’ un playmaker completo, ha tiro, visione di gioco ed è un ottimo assist man. Non puoi mai rilassarti se lo hai di fronte".

 E quello che ti ha fatto saltare sulla sedia?

"Kevin Durant è incredibile, veramente impressionante. Avendolo davanti capisci che puoi fare ben poco per limitarlo e devi solo sperare che sia in serata storta".

Qual è il compagno di squadra da cui hai imparato di più?

"Diciamo che più che fare un singolo nome vorrei fare riferimento al gruppo, che mi ha aiutato a crescere e a migliorare nel mio primo anno. Ma, dal momento che, in questa stagione, la nostra squadra era composta da 6 rookie, posso benissimo affermare che ci siamo dati una mano a vicenda per crescere ed ambientarci nella lega".

Quali sono i tuoi prossimi obiettivi?

"Personalmente spero di diventare un MVP e credo che un giorno ce la farò. Per quanto riguarda gli obiettivi a medio termine, voglio assolutamente arrivare ai playoff nella prossima stagione e credo che abbiamo tutte le carte in regola per farlo. Ovviamente il mio sogno principale resta quello di vincere un anello".

Portland negli ultimi anni ha subito una serie incredibile di infortuni...

"Tutto dipende dalla sfortuna, le partite sono tante e le probabilità di infortunarsi aumentano. Comunque non spno capitati solo a noi".

Quali sono le differenze principali tra la pallacanestro de college (NCAA) e quella Nba?

"La differenza è sostanziale: in NCAA ti trovi davanti giocatori di 18/19 anni che non hanno la forza e l’esperienza di giocatori di un certo calibro, quindi in un certo senso puoi esprimere molto meglio il tuo gioco. In NBA trovi invece giocatori già affermati, abituati a confrontarsi con grandi campioni e sicuramente è tutto molto più complesso. Ovviamente cambiano molto anche i ritmi, con viaggi più lunghi, partite più ravvicinate e meno tempo libero".

Cosa farai durante l'estate?

"Dopo un po’ di relax riprenderò ad allenarmi come sempre per farmi trovare pronto all’avvio della prossima stagione, che sarà molto importante per me, perchè dovrà rappresentare la riconferma personale".

Cosa ti piace fare fuori dal campo?

"Mi piace rilassarmi,  ascoltando musica e guardando dei film...".

Ti stai già preparando per la prossima stagione?

"Assoulamente, in Nba lo facciamo tutti. Come detto questa estate la utilizzerò per allenarmi e migliorarmi e farmi trovare pronto per l’inizio di stagione".

Cosa ti manca per arrivare al livello di Kobe Bryant e Lebron James?

"Sono due grandi campioni, non è facile raggiungere il loro livello. Senza dubbio l’unico modo per arrivare a certi traguardi è quello di allenarsi con tanta abnegazione".

Stai guardando i Playoff Nba? 

"Certo! Ho visto diverse partite e devo dire che ci sono state varie sorprese e risultati inattesi".

Il tuo pronostico per la finale (Miami-San Antonio)?

"Vedo Miami leggermente favorita, primo perchè è la detentrice del titolo, secondo perchè gli Heat hanno un giocatore troppo determinante come LeBron".

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