Gp Italia - Mugello - Le pagelle

Da Rossi a Lorenzo. Promossi, rimandati e bocciati del weekend sulle colline toscane

Uno sconsolato Valentino Rossi allarga le braccia ai tifosi sul podio del Mugello (Credits: Mirco Lazzari gp/Getty Images)

LORENZO: 10. Non sarà un mostro di simpatia. Non sarà magari il più forte di sempre. Non sarà un uomo immagine. Ma, per la miseria, guida la moto come nessun altro. Fa paura poi vederlo decidere (al 13° giro) di cambiare marcia ed "andare" via al duo onda. Come se avesse un tasto con un booster speciale. Ci ricorda tanto, ma proprio tanto, l'Alain Prost della Formula 1. Ragioniere, tattico, veloce, silenzioso, vincente.

CRUTCHLOW: 9. Il discoro qui è molto semplice. Non ha la moto ufficiale ma è sempre vicino a Lorenzo sia in prova che in gara. Merito tutto del suo polso e del suo talento. A quando su una moto ufficiale?

PEDROSA: 7. Solo per la pole (un miracolo) perché la gara è giocata tutta in difesa, da ragioniere, a cominciare dalla prima curva dove Lorenzo (più deciso e cattivo) lo infila come un tordo). Senza un spunto, uno scatto, il solito Pedrosa mai vincente, mai perdente....

MARQUEZ: 6. Tre cadute in tre giorni non sono roba da poco. E si meriterebbe la sgridata dai dirigenti della Honda. Poi però non puoi non riconoscergli qualità sovraumane, perché solo così si spiega la foga, la voglia, la capacità di ritornare in pista dopo dei voli del genere. Ah, sono ragazzi...

ROSSI: 5. Premessa. Il voto ovviamente non riguarda la gara. Troppo brevi qui 30" (anche se la partenza era stata pessima). Ma in prova Valentino ha sofferto troppo rispetto al suo compagno di squadra che (piaccia o non piaccia) è il suo riferimento principale. Quei 7 decimi in prova (come ne warm up) meritano un'attenta riflessione... E questa era la sua pista.

BAUTISTA: 4. Qual'è l'ultima cosa che deve fare un pilota al Mugello? Lo sanno anche i muri: NON FAR CADERE Valentino Rossi. Alvaro però non ha imparato la lezione. Strike...

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