MotoGP

MotoGP Australia. Lorenzo Campione del Mondo

Stoner vince: “Forse ci ripenserò”. Pedrosa KO, Crutclow 3°. Rossi 7°. LE PAGELLE

Lorenzo campione

La festa di Jorge Lorenzo sul podio di Phillip Island – Credits: Reuters

di Alice Margaria

Il vero colpo di scena è arrivato – purtroppo per lui – all'inizio del secondo giro quando lo spagnolo Dani Pedrosa (Honda HRC), che si giocava l'ultima carta buona per acciuffare l'agognato titolo di Campione del Mondo MotoGP, è scivolato in una curva a destra mentre era al comando, privando suo malgrado il pubblico di quel po' di spettacolo e di emozione che in una gara di MotoGP non si vede da tempo.

La 17a e penultima gara del Motomondiale in Australia, che si è svolta sotto il sole, ha così assegnato quello che tutti gli appassionati si aspettavano, ovvero la vittoria al dimissionario campione di casa Casey Stoner (Honda HRC) e il secondo titolo di Campione del Mondo MotoGP allo spagnolo Jorge Lorenzo (Yamaha Factory), con il jolly Crutchlow (Yamaha Tech3) sul terzo gradino del podio.

La gara. Era teso Casey Stoner oggi, mentre scattava dalla sua 5a pole position stagionale: 90.000 spettatori presenti (un vero record, per Phillip island) assiepati a far sfondo con l'oceano tutti lì, per salutarlo nella sua ultima volta sul circuito di casa e per godere delle sue virgole nere alla Curva 3, quella che il Circuito ha voluto intestargli due giorni fa come accade per gli eroi quando entrano nella mitologia.

Quando si è spento il semaforo, l'australiano si è fatto bruciare da Lorenzo e da Pedrosa, che sono partiti come da una rampa di lancio nel personale duello alla conquista del titolo di Campione del Mondo. Pedrosa, con Lorenzo nel mirino, lo passa alla prima curva buona e si porta al comando. Inizia il 2° giro e Stoner (3°) passa Lorenzo in esterno alla curva in fondo al rettilineo e si mette in scia a Pedrosa, il quale però, esce dalla traiettoria ideale, trova dello sporco e scivola rovinosamente: la gara per lui finisce qui e non gli resta che rientrare ai box portando con sé i cocci del suo sogno di diventare Campione del Mondo.

La gara prosegue così, con Stoner che allunga e va a vincere con 9”2 di distacco da Lorenzo e Lorenzo che conquista con una gara d'anticipo il suo secondo titolo di Campione del Mondo MotoGP (il primo nel 2010) con 350 punti in classifica contro i 307 di Pedrosa.Va a podio (il suo 2° stagionale) anche il britannico Cal Crutchlow, partito dalla 4a casella in griglia, seguito dal 4° posto del compagno di squadra Dovizioso, poi Bautista (Honda Gresini), Bradl (Honda LCR), Rossi (7°, Ducati) e il compagno Hayden.

“E' stato un anno molto duro – ha detto entusiasta Jorge Lorenzo - perché sia Dani che Honda hanno spinto moltissimo per togliermi il campionato. Ora mi sono completamente liberato da questo peso. E' difficile vincere un mondiale e quando lo vinci te lo devi godere fino in fondo. In questa gara abbiamo avuto un po' di fortuna con la scivolata di Dani che si aggiunge al casino che è successo a Misano, però in Olanda io sono stato abbattuto da Bautista e di sfortuna quest'anno ne abbiamo avuta entrambi. Io ho sempre mantenuto la calma e questo mondiale è stato il frutto della mia concentrazione. Dei due titoli di campione del Mondo, il primo è stato emozionante in quanto primo, ma questo è senz'altro il più bello, il più lottato, quello più di pazienza, di saper aspettare, di riuscire a volte ad accettare di non vincere. In passato sbagliavo tantissimo e sono orgoglioso del lavoro che ho saputo fare su di me. Sono felice che Valentino torni in Yamaha – ha aggiunto il 25enne di Maiorca rispondendo ad una domanda sul prossimo anno con Rossi in squadra - e che abbia una moto più competitiva, questo è importante per rendere più appetibile il campionato e per il team”.

Casey Stoner: “E' stato un fine settimana fantastico, anche se non sono venuto qui per combattere per il titolo, ma per le persone che sono venute qui a vedermi. Sono davvero orgoglioso. In tanti fanno fatica a capire la mia scelta di lasciare le corse, o sono arrabbiati con me perché me ne sto andando. Questa decisione l'ho presa molto tempo fa e ne sono convinto, ma questo non significa che io non mi diverta più: oggi è stato bellissimo essere qui! Non sono una persona molto emotiva, ma oggi ero più nervoso rispetto agli altri anni e mi ha preoccupato un po' perché non mi piace gareggiare quando sono nervoso. Sono partito male, poi quando sono passato in testa mi sentivo molto a mio agio davanti a tutti, è una sensazione bellissima. Non considererò Valencia come la mia ultima gara ma come l'ultima gara di quest'anno: chissà, magari ci ripenserò, in futuro. Non penso che avrò dei rimpianti, se ne avessi forse non mi fermerei. Penso che sarò felice di questa decisione. Il mio unico rimpianto sarà quello di non vedere tutti i giorni le persone con cui sono stato insieme per anni.”

Un po' di rammarico c'è, da parte di Dani Pedrosa, ma tutto sommato nemmeno troppo...

“Mi dispiace per quello che è successo oggi ma sono contento per le mie prestazioni di quest'anno. Penso che non mi posso criticare più di tanto, ho fatto un'ottima stagione e sono felice. Oggi ci ho provato perché dovevo farlo per non essere sempre terzo e sono caduto dove c'era un po' di sporco. Forse non sono stato fortunato come Lorenzo, ma va bene così”.

“E' stata una bella gara – ha detto Cal Crutchlow al suo 2° podio stagionale - siamo riusciti a controllare bene senza spingere troppo e sono contento della terza posizione. Lottare per il podio è una bellissima sensazione. Sicuramente a Valencia cercherò di fare un'ottima gara, ma sarà difficile perché ci sono due spagnoli che vorranno vincere a casa loro”.

L'agonia di Rossi in Ducati è quasi al termine e – come dire – con l'ultima gara di Valencia il nove volte iridato vedrà finalmente la luce in fondo a questo tunnel durato due anni.

“Il 7° posto era purtroppo il massimo che potevamo fare – ha detto Valentino - forse si poteva fare meglio, ma anche Bautista e Bradl hanno fatto tempi che noi nel week end non abbiamo mai fatto. Avevamo delle piccole modifiche da provare nella prima moto, ma ho voluto usare comunque la seconda. Il problema è che non riesco ad entrare bene in curva quindi sono costretto a staccare prima e a controllare la curva. Questa mattina abbiamo provato a mettere la gomma dura e... non è andata, sono scivolato nel solito modo: quest'anno sono caduto sette volte e e sei nello stesso identico modo, praticamente da dritto. Come spesso accade, chi ha vinto il mondiale se l'è meritato; Lorenzo se l'è meritato perché spesso ha dovuto accettare di arrivare secondo e comunque peggio di secondo non ha mai fatto, tranne quando è stato abbattuto in Olanda da Bautista. Riguardo al prossimo anno, non so quanto ci metterò ad avere un passo decente con la Yamaha, bisognerà lavorare tanto”.
LE PAGELLE:

Casey Stoner. E' arrivato sul circuito dove ha vinto per 5 volte consecutive, ha fatto la pole position e ha vinto con la freddezza di oltre 9” dal secondo. E' arrivato al parco chiuso e si è lasciato avvolgere dal caldo abbraccio di sua mamma, tra una tenera carezza della piccola Alessandra Maria e i tacchi a spillo della moglie Adriana. Non si capisce come molti non lo capiscano, ma ciò che tutti certamente capiscono è che mancherà tantissimo. Voto 10 e lode.

Jorge Lorenzo. Dopo essere stato preso in giro dal mondo intero per essere stato il primo pilota di MotoGP ad aver chiesto l'aiuto di uno psicologo (lui ha sempre dichiarato di voler far correggere i propri difetti caratteriali da un “tecnico”), per la seconda volta acciuffa il titolo di Campione del Mondo MotoGP e lo fa con lucidità e maturità che non hanno pari. Aveva ragione lui: riconoscere i propri difetti con quell'umiltà che lui ha e che nessuno gli riconosce è un ottimo sistema per portarsi a casa i mondiali. Ma ancora c'è qualcuno che parla di pura fortuna... Se ne faranno una ragione. Voto 10 e lode.

Cal Crutchlow. E' il jolly della MotoGP, la vera e propria matta che questo mondiale noioso si permette di giocare per aumentare lo spettacolo e il divertimento. Speriamo che nella prossima stagione il britannico mantenga questa verve da vero Superbiker. Voto 10.

Andrea Dovizioso. Scatta dalla 6a casella (2a fila) e se la gioca con Bautista e Bradl. Se il 4° posto è un abbonamento che rinnova da quando è in MotoGP, oggi perde il duello con Stoner per il terzo posto nella classifica del mondo. Ma la di là dei risultati, tutti si domandano: davvero in cuori suo si sente sereno pensando che l'anno prossimo il suo destino è in sella ad una Ducati? Voto 7

Alvaro Bautista. Ce l'aveva quasi fatta a conquistare la 4a piazza ma poi Dovizioso ha rimesso le cose in chiaro. Comunque sia, lo spagnolo di casa Gresini è maturato molto e sta facendo un'ottima seconda parte della stagione. Voto 6 ½

Stefan Bradl. In questa gara non ha brillato, specie considerando che nell'ingaggio con Dovizioso e Bautista, lui aveva il vantaggio di essere davanti a loro in griglia. Forse ha perso la gara nell'atto stesso in cui ha scelto – unico pilota su 21 schierati – la gomma posteriore dura, quando tutti gli altri hanno scelto la morbida all'anteriore e la media al posteriore. Un errore che ha pagato caro. Voto 5 ½

Valentino Rossi. Non ci sono più parole, se non la gioia di tutti che si è arrivati ormai all'epilogo di questo agonizzante biennio. Parte 8° e non si sposta di una virgola da quella posizione; conclude 7° (a +37”113 da Stoner) solo perché davanti manca Pedrosa. Non gli si può nemmeno imputare di avere gareggiato male, considerando che anche oggi arriva primo fra i piloti Ducati. Voto 5 (al pacchetto pilota-moto)

CRT. Doppiata (Petrucci) a 2 giri dalla fine. Voto n.c.

Marc Marquez . Campione del mondo Moto2. E' il nuovo che avanza, già campione del mondo 125 nel 2010,  fa quello che tutti si aspettano da lui, compreso il CEO Carmelo Ezpeleta che per lui ha modificato il regolamento sull'ingresso dei rookies il primo anno in MotoGP su una moto ufficiale... “Ora è il momento di godersi questo titolo, siamo rilassati e contenti, dobbiamo festeggiare bene bene. Lo spettacolo l'abbiamo dato a tutte le gare, oggi abbiamo pensato al titolo. L'anno prossimo sarò in squadra col mio idolo Dani Pedrosa, ma a questo penserò il lunedì di Valencia, quando proverò la mia nuova Honda ufficiale”. L'ex pilotino della Redbull Rookies Cup è un talento da sempre, uno che in passato ha osato moltissimo, che ha saputo maturare e che gara dopo gara insieme agli sliders è riuscito a limare i propri difetti. Non vediamo l'ora di vederlo in MotoGP a combattere fra quelli “grandi”, a combattere per noi, che chiediamo ormai da tempo il ritorno allo spettacolo. Voto 10 e lode

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