La Juve al tavolo di Montecarlo: come sbancare la Champions
Ansa
La Juve al tavolo di Montecarlo: come sbancare la Champions
Sport

La Juve al tavolo di Montecarlo: come sbancare la Champions

Contro il Monaco Allegri cerca la semifinale che manca dal 2003 (Lippi). Si parte dalla vittoria dell'andata e recupera Vidal

Avvertenza numero uno: guai a considerare la pratica-Monaco già evasa con il rigore di Vidal all'andata. Si rischierebbero bruschi risvegli. Avvertenza numero due: non farsi prendere dal panico dopo aver visto Bayern Monaco e Barcellona seppellire Porto e Psg perché ogni partita fa storia a sé e la Juventus, se dovesse atterrare come spera, nelle semifinali sarebbe certamente avversario meno morbido di quanto lo sono stato i portoghesi all'Allianz Arena. In fondo il Barcellona stellare del 2010 travolse Stoccarda e Arsenal in ottavi e quarti di finale, sembrava imbattibile e poi andò a schiantarsi sull'Inter di Mourinho che per certi versi assomiglia abbastanza alla Juve di Allegri, altro gruppo che sta azzannando la Champions con la ferocia di chi sa di essere al momento della verità. L'1-0 dell'andata è risultato perfetto e non conta più come sia maturato, se con un rigore fasullo o una condotta di gara intelligente. Mette i bianconeri nelle condizioni di fare la partita preferita ed è un vantaggio che non va dilapidato.

Avanti con il 3-5-2 (ma che non sia difensivo)

Alla fine Allegri ha scelto il ritorno al 3-5-2 'contiano' perché l'assenza di Pogba lo priva di un'importante alternativa a centrocampo. Serve un reparto più dinamico e solido da affiancare a Pirlo e la protezione della linea a cinque garantisce maggiormente, anche perchè consente di ripristinare la difesa Bonucci-Barzagli-Chiellini su cui questop ciclo ha costruito le sue vittorie. Nessun salto nel buio, dunque, anche se come tutte le squadre che si mettono a tre dietro molto dipenderà dall'atteggiamento mentale e dalla posizione dei due esterni: Lichtsteiner ed Evra. Dovranno stare alti e mettere pressione al Monaco, mai schiacciarsi dietro contemporaneamente causando inferiorità numerica a centrocampo. Difficile che i monegaschi sappiano sviluppare un assedio continuo, anche perchè mancherà il sostegno di un catino bollente. Serve l'intelligenza per prendere in mano la partita, sapendo che a tratti ci sarà da soffrire. Ma se arrivasse in fretta un gol sarebbe fatta.

La fame di Tevez e le geometrie di Pirlo

Può sembrare banale, ma mai come in questa occasione il destino della Juve dipende in buona parte da Tevez e Pirlo. L'Apache, al netto delle questioni personali e di permanenza a Torino, può riscattare la gara dell'andata non in linea con la sua stagione. Quest'anno ha imparato a essere decisivo anche in Europa ed è il top player che può trascinare la Juventus oltre i propri limiti. Pirlo, invece, è l'architetto di tutto: anche a Torino alcuni suoi lanci illuminanti hanno contribuito a far cadere il muro di Jardim, costruito apposta per far perdere il filo del discorso all'avversario. Questa volta Allegri si aspetta qualche minuto in più di autonomia e la scelta del 3-5-2 serve anche a togliere al bresciano alcuni compiti di copertura e difesa.

INTRIGO-TEVEZ: ECCO PERCHE' LA JUVE NON PUO' REGALARLO AL BOCA

Nessun timore se la gara dovesse essere ricca di gol...

In ogni caso il punto di partenza è che l'1-0 dell'andata obbliga il Monaco a fare la partita, o almeno a provarci, e mette la Juventus nell'agevole condizione di chi sa che una gara ricca di gol potrebbe essere solo un vantaggio. Era il disegno tattico di Allegri prima della partita di Torino - e infatti aveva detto che la cosa fondamentale sarebbe stata non subire reti - che adesso va monetizzato. Ai bianconeri basta un golletto per costringere i monegaschi a doverne fare tre. Da 18 mesi esatti la Juve non ne subisce dentro la stessa partita (Fiorentina-Juve 4-2 il 20 ottobre 2013) e il Monaco viaggia alla media di 0,78 ogni 90 minuti che sarebbe insufficiente per coltivare qualsiasi speranza di rimonta. Vale, però, sempre l'avvertenza iniziale perché l'errore imperdonabile sarebbe approcciare la sfida con la leggerezza di chi si vede già in semifinale. Per questa ragione va data un'attenzione appena superficiale al rischio giallo: Morata, Vidal, Lichtsteiner e Pereyra (più Pogba) sono diffidati ma a Montecarlo non si può tirare dietro la gamba.

Vedi Montecarlo e vinci (un jackpot da 10 milioni di euro)

C'è poi l'aspetto economico della serata e non è un dettaglio. La corsa in questa Champions League si è già rivelata una specie di tesoro per Agnelli e Marotta che fin qui hanno intascato 76,4 milioni di euro tutto compreso, tra premi Uefa, market pool e incassi dello Stadium. Saltare l'ostacolo Monaco significherebbe iscrivere a bilancio altri 4,9 milioni per la qualificazione alle semifinali, un incremento dei diritti tv a scapito della Roma (1,6 milioni che porterebbero il totale market pool a 26,6) e un ulteriore incasso da oltre 3 milioni (all'andata col Monaco 3,017 ma sarebbe frantumato certamente). Il traguardo del fatturato oltre la soglia dei 300 milioni è praticamente raggiunto e proietta la Juventus in una dimensione nuova, nella quale anche pensare a un mercato aggressivo, senza la necessità di vendere un top player, si può. Non che uscire ai quarti cambi lo scenario, ma l'occasione è troppo ghiotta per essere sprecata.

Ecco le scelte di Jardim e Allegri

Ecco leprobabili formazioni di Monaco e Juventus (fischio d'inizio alle 20,45 arbitra lo scozzese Callum con assistenti tutti provenienti dal mondo anglosassone):

MONACO (4-2-3-1): Subasic; Fabinho, Carvalho, Abdennour, Kurzawa; Toulalan, Kondogbia; Silva, Moutinho, Carrasco; Martial. Allenatore: Jardim

JUVENTUS (3-5-2): Buffon; Barzagli, Bonucci, Chiellini; Lichtsteiner, Vidal, Pirlo, Marchisio, Evra; Morata, Tevez. Allenatore: Allegri

Ti potrebbe piacere anche

I più letti