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Messi e il confronto impossibile con Maradona: "Mi ritiro dall'Argentina"

L'annuncio choc dopo la sconfitta contro il Cile in Copa America divide una nazione. Ma già nel 2014 si prese una pausa di riflessione...

L'annuncio di Messi è arrivato quando la botta della sconfitta ai rigori contro il Cile era calda. Pochi minuti, la doccia e via davanti alle telecamere per spiegare che quella di East Rutherford era stata l'ultima volta con la maglia dell'Albiceleste. Un annuncio choc, che ha fatto il giro del mondo in pochi secondi e che ha diviso in due il cuore di un'intera nazione. Davvero Leo smette per sempre? Non ci sarà in Russia a dare l'assalto al Mondiale nel 2018?

Guai a sottovalutare il peso delle parole della Pulce, delusa per aver visto sfumare per la terza volta consecutiva un titolo in finale. Era già successo a Rio de Janeiro nel luglio 2014 contro la Germania (1-0 ai supplementari) e un anno più tardi in Copa America per mano del Cile di Vidal. Ai rigori, come in questa occasione in cui è stato proprio Messi con il suo errore a condizionare le chance dell'Argentina.

Copa America: bis del Cile ai rigori, Messi sbaglia e dà l'addio all'Argentina

La rabbia contro la Federazione e quel precedente...

Messi non è l'unico a pensare al passo indietro. Lo ha detto anche Aguero allargando il problema anche ad altri componenti della rosa del Tata Martino uscita sconfitta in una Copa America che sembrava cucita su misura per l'Argentina. Sono state settimane turbolente nel ritiro della nazionale più forte - sulla carta - tra quelle presenti negli Stati Uniti, con anche la Federazione nel mirino per le carenze organizzative.

Il tappo è saltato a delusione appena incassata, ma c'è un precedente che fa sperare. Al termine del Mondiale del 2014, infatti, si era sparsa la voce della voglia di Messi di staccare un po' dalla sua selezione, anche in polemica con le critiche ricevute per la mancata conquista del titolo. L'attaccante aveva poi saltato la convocazione di settembre (amichevole contro la Germania) tornando a ottobre.

Il fantasma di Maradona e il record di gol inutile

Di sicuro Messi soffre e non poco il confronto con Maradona, di cui doveva essere erede designato. A 29 anni non ha mai vinto un trofeo con l'Argentina, dove si vive ancora del ricordo del Mondiale dell'86 e delle gesta di Diego. Il quale, da parte sua, non fa nulla per togliere pressione alla Pulce anche se ufficialmente lo stima e reputa un grandissimo calciatore.

Negli Usa Messi ha superato Batistuta nella classifica marcatori in nazionale: 55 gol contro 54. Una ricorrenza da festeggiare, ma che ha lasciato in eredità anche le solite discussioni sull'effettivo peso del primato. Delle 55 reti, 27 sono state realizzate in amichevole e 28 in gare ufficiali, ma di queste solo 12 hanno deciso il risultato finale. Poche per passare alla storia. Anche nell'ultima Copa America ha lasciato il segno solo quando la strada ra stata spianata da altri. Gli argentini osservano e discutono. Leo, per il momento, ha deciso di passare la mano.

La notte da incubo di Messi: addio Copa America

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