F1, Gp Malesia: i top e i flop di Turrini
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F1, Gp Malesia: i top e i flop di Turrini
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F1, Gp Malesia: i top e i flop di Turrini

Benissimo la Mercedes, inavvicinabile. Ma molto bene anche la Red Bull, in grande recupero. La Ferrari? La classifica promette ottimismo. Dietro la lavagna, Williams, McLaren e Fia

TOP

1. MERCEDES. A Sepang, l'ennesima dimostrazione di una superiorità schiacciante. Anche in Malesia, e questa volta con due macchine, abbiamo visto che le frecce d'argento fanno quello che vogliono. In più, ho avuto la netta impressione che sia Hamilton sia Rosberg non abbiano tirato al massimo, anzi. La prova è arrivata quando l'ingegnere del pilota tedesco ha suggerito via radio al suo assistito di allungare un po' su Vettel, perché la pioggia era dietro l'angolo e sarebbe stato meglio avere un margine di sicurezza. Detto, fatto. In pochissimi giri, Rosberg ha portato il vantaggio sul campione del mondo in carica a oltre 5 secondi. Nulla da dire, bisogna riconoscere che finora in Mercedes hanno fatto un lavoro straordinario. Per il momento, sono inavvicinabili.

2. RED BULL. Se ci ricordiamo quanto abbiamo letto e detto durante i test invernali, c'è da riconoscere che qualcosa di grosso è cambiato. Perché è vero che le monoposto della lattina non sono ancora al livello delle Mercedes - Vettel ha chiuso la gara al terzo posto ma staccato - pur tuttavia sono di fatto la seconda forza del mondiale. Tra l'altro, il risultato di Vettel ci toglie anche quel dubbio legato al piazzamento di Ricciardo, che si pensava avesse potuto beneficiare di un diverso flusso del carburante. Se hanno recuperato così tanto in un mese e tenendo conto che ci sono ancora 17 gare, be', magari è troppo presto per tagliare fuori Vettel dalla lotta per il titolo. Se continuano a progredire così, sono dolori per tutti.

3. FERRARI. D'accordo, va troppo piano. Ma se prendiamo la classifica del mondiale dopo due gran premi, in un campionato che per Maranello è iniziato malissimo, non possiamo che prendere atto che Alonso ha soltanto un punto in meno di Hamilton e 9 in più di Vettel. E voglio essere ancora più ottimista. Siccome in Mercedes dovranno prima o poi decidere su quale pilota puntare, e io non credo che abbiano il coraggio di dare strada libera a Rosberg, i margini per essere su di morale ci sono e non sono pochi. Rilancio. In Australia, se non fosse entrata la safety car, Alonso avrebbe accumulato più di un minuto su Rosberg. Ieri il pilota spagnolo ha fatto lo stesso piazzamento e il distacco si è dimezzato. Il software ha funzionato meglio, questo è un dato di fatto. E cosa dire dei meccanici Ferrari? Quello che hanno fatto sabato è qualcosa di straordinario. E' la conferma che nel dna di Maranello c'è una continuità di metodo e di efficienza che è giusto e bello riconoscere. Non hanno salvato solo la qualifica di Alonso, hanno fatto molto di più. Hanno permesso a entrambe le monoposto di partecipare alle Q3. Ripeto: vanno ancora troppo piano. Ma conto che prima o poi possano recuperare. Voglio vedere il bicchiere mezzo pieno.

FLOP

1. FEDERAZIONE INTERNAZIONALE. Hanno ormai passato ogni limite. Ricciardo in Bahrain dovrà scontare una sanzione di 10 posizioni sulla griglia di partenza perché il meccanico della Red Bull, in una situazione di emergenza, era senza casco quando ha riportato la vettura al box della squadra. Dico io, togli dei punti a quest'ultima nel mondiale costruttori. Ma far pagare al pilota una negligenza di un meccanico è una follia. Ricciardo non c'entra niente e non ha tratto alcun vantaggio da quanto è successo. Punirlo non ha alcun senso. E poi, c'è l'assurdità della sanzione inflitta a Magnussen per il contatto su Raikkonen. Se cominciamo a dare i drive through perché si toccano in partenza, allora non parliamo più di automobilismo. Le corse sono corse.

2. WILLIAMS. Credo che il film “12 anni schiavo” sia ispirato alla storia di Massa, che è stato quasi 12 anni in Ferrari a fare da secondo e ora riceve spintoni anche in quella che doveva rappresentare la sua occasione per cambiare vita. Non esiste che al secondo gran premio e per un teorico sesto posto al traguardo la Williams possa dire a un pilota come il brasiliano, con un'esperienza in F.1 molto più importante di quella di Bottas, di farsi da parte per far passare il suo compagno di squadra. Lo trovo oltraggioso. Avrei capito se Button fosse stato primo, Massa secondo e Bottas terzo. In quel caso, con in ballo una vittoria, un simile ordine da parte della scuderia ci sarebbe potuto stare, ma così no, è incomprensibile. Si giocavano un sesto posto e nulla più. Quando la Ferrari chiese a Massa di farsi da parte per far passare Alonso, storia di quattro anni fa a Hockenheim, era tutta un'altra cosa. A Maranello si giocavano il mondiale. Ma ieri, cosa si giocavano ieri? Inammissibile. E offensivo.

3. McLAREN. Dopo Melbourne, avevamo avuto l'idea di una scuderia magari non velocissima ma che disponendo del motore Mercedes era riuscita, con la squalifica di Ricciardo, a portare due piloti sul podio. In Malesia, sia in qualifica sia in gara è andata malissimo. Non dico che sia sembrata la McLaren dell'anno scorso, perché sarebbe troppo, ma poco ci manca. Mi aspettavo di più. Molto di più.

L'ordine di arrivo a Sepang (prime 10 posizioni)
1. Hamilton
2. Rosberg
3. Vettel
4. Alonso
5. Hulkenberg
6. Button
7. Massa
8. Bottas
9. Magnussen
10. Kvjat

La classifica piloti dopo 2 gran premi

1. Rosberg, 43 punti; 2. Hamilton, 25; 3. Alonso, 24; 4. Button, 23; 5. Magnussen, 20; 6. Hulkenberg, 18; 7. Vettel, 15; 8. Bottas, 14; 9. Raikkonen e Massa, 6.

La classifica costruttori dopo 2 gran premi

1. Mercedes, 68 punti; 2. McLaren, 43; 3. Ferrari, 30; 4. Williams, 20; 5. Force India, 19; 6. Red Bull, 15.

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