Juve: chi al posto di Conte?
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Juve: chi al posto di Conte?
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Juve: chi al posto di Conte?

Allegri è il più accreditato, ma in lista ci sono anche Spalletti e (con riserva) Mancini. Per i dirigenti bianconeri poco tempo e anche un po' di malumore - Il video dell'addio

Una mossa più spiazzante dei dribbling di Pogba: per i tifosi della Juventus, ma anche e soprattutto per la dirigenza bianconera, all’interno della quale - secondo indiscrezioni da noi raccolte - non sono mancate parole di dissenso per una scelta rispettabilissima, ma arrivata nel momento peggiore. Cioè con la squadra già in ritiro e con le strategie di mercato già definite: strategie che a questo punto si riaprono in base anche a chi sarà il nuovo mister. E nel calcio di oggi nessuno ti aspetta: non a caso Iturbe è a questo punto in attesa con i suoi agenti a Roma...

La prima domanda di mercato, comunque, è ora una e una sola: chi sarà il successore di Conte? In attesa di una chiamata da ct, Massimiliano Allegri diventa uno dei più accreditati candidati: i suoi agenti, a partire da Alessandro Moggi, si trovano all’Hotel Principe di Savoia di Milano, pronti comunque a saltare in macchina e imboccare l’autostrada per Torino. L’ex allenatore milanista, tra l’altro, gode della grande stima anche e soprattutto di Fabio Paratici, direttore sportivo della Juventus, e la cosa ha sicuramente peso all’interno dell’entourage bianconero.

Altri papabili vanno cercati tra i soliti noti, anche perché gli altri (soprattutto per quanto riguarda i tecnici stranieri) si sono ormai felicemente accasati: quindi ecco comparire nella lista Spalletti e a questo punto pure Mancini, anche se i rapporti di quest’ultimo con la Juve non sono mai stati idilliaci, men che meno ai tempi dell’Inter. E’ invece nota la predilezione di Andrea Agnelli per un allenatore come Sinisa Mihajlovic, che però è vincolato - e già in ritiro - con la Sampdoria…

Di certo il successore dovrà avere l’ok da parte dell’intero quadrumvirato bianconero (Agnelli, Nedved, Marotta e Paratici), che sarà comunque costretto a qualche compromesso per la necessità di battere il tempo prima ancora delle avversarie nella prossima stagione nazionale e internazionale. Con la Champions che è stato probabilmente il “casus belli” che, dopo aver fatto saltare il rinnovo, ha causato poi l’improvviso addio: alla costante ricerca di motivazioni, Antonio Conte credeva di poter arrivare a giocarsela fino in fondo o quasi in Europa con i giusti rinforzi. Ma la politica della Juve prevedeva (e prevede tuttora) diverse partenze a fronte di nuovi arrivi: Pogba, Vidal e Lichsteiner i primi nomi da sacrificare per raccogliere le decine di milioni da reinvestire. Manco a dirlo i pretoriani di Conte, oltre che giocatori di grande qualità, indispensabili per poter davvero competere a livello europeo.

Se l’ormai ex allenatore bianconero - come hanno affermato diverse fonti a lui vicine - è tornato a casa ieri sera dopo l’allenamento senza più le necessarie motivazioni, le cause vanno ricercate anche e soprattutto lì. Decidendo a fine Campionato di andare avanti per l’ultimo anno di contratto, Conte ha accettato un compromesso. E ha sbagliato perché uomo incapace di farne.

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