RETROSCENA - Jovetic e Behrami: ecco come l'Inter può arrivarci

L'ex fiorentino non è più irraggiungibile. La chiave dell'affare è l'alleanza con un potente procuratore dell'Est: lo stesso che cura Behrami

Stevan Jovetic – Credits: Epa

Nicolò Schira

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Il vento dell'Est soffia impetuoso sulla nuova Inter. Dopo l'ingaggio di Nemanja Vidic i nerazzurri stanno lavorando ad altri due colpi con radici balcaniche. I dirigenti di Corso Vittorio Emanuele hanno intrecciato importanti rapporti con Fali Ramadani, personaggio di riferimento in quei mercati e procuratore di parecchi calciatori importanti. Carattere particolare per l'agente di Valon Behrami e Steven Jovetic. Schivo e riservato, centellina al massimo le interviste e le sue apparizioni televisive si attestano a quota zero. Difficile reperire anche una sua fotografia in occasioni pubbliche: della discrezione ha fatto il suo marchio di fabbrica. Con Thohir ed Ausilio il feeling è stato immediato e risale a oltre un mese fa, allorquando per la prima volta si è parlato del centrocampista svizzero-kossovaro. Behrami, infatti, non rientra nei piani di Rafa Benitez e il Napoli appare disposto a cederlo.

Aurelio De Laurentiis ha sparato alto, chiedendo dieci milioni per l'ex Lazio e Fiorentina; mentre l'Inter appare disposta a spenderne sei-sette. Non di più. Per queste serve l'opera diplomatica dell'agente nel lavorare ai fianchi del dirigenza partenopea per strappare il classe '85 a prezzi più congrui. Nel frattempo Ramadani e i dirigenti interisti hanno parlato di Jojo. L'attaccante montenegrino piace sia ai dirigenti che a Walter Mazzarri, che già due anni fa l'aveva richiesto ai tempi del Napoli quale erede del Pocho Lavezzi. Allora i Della Valle dissero no ai venticinque milioni cash proprosti dai campani. A Manchester il classe '89 non è, però, riuscito ad imporsi e ha avuto un rendimento deludente. Il City valuta la situazione e lo ritiene insieme ad Alvaro Negredo sacrificabile. Al tempo stesso Beguiristan non vuole operare una minusvalenza, privandosi a prezzi di saldo di un calciatore pagato appena dodici mesi fa ben trenta milioni. Per questo a Ramadani è stato chiesto di sondare il terreno per un prestito oneroso nell'ordine dei due-tre milioni di euro, con diritto di riscatto già fissato e da esercitare, eventualmente, fra dodici mesi. Due operazioni legate da un logico filo conduttore e con il medesimo regista delle trattative, ovvero Fali Ramadani, che dopo la rottura degli ultimi mesi con la Fiorentina potrebbe trovare a Milano il nuovo feudo per i propri principali assistiti.

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