7 colpi (di mercato) in 7 giorni: come finisce?

Guarin, Vucinic, Gonalons ed altri: dopo tanti rumors è arrivato il momento di stringere. O no?

Fredy Guarin, al centro delle manovre di mercato – Credits: Dino Panato/Getty Images

Giovanni Capuano

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Hanno preso aerei e girato il mondo, consumato schede telefoniche e la pazienza di agenti e intermediari. Da tre settimane monopolizzano l'attenzione dei media e dei tifosi e adesso che manca una settimana esatta alla chiusura del mercato di gennaio (venerdì 31 ore 23) sono arrivati al bivio: si chiude o no? Che non ci fossero soldi in quantità era noto da tempo, ma che i club italiani mandassero in scena un mese di chiacchiere, ipotesi, trattative nate e quasi sempre abortite senza dare seguito ai progetti, non era prevedibile. E' il mercato della crisi, vero. Però mai come quest'anno i club stanno attendendo le ultime ore nella speranza di mettere a segno qualche colpo low cost. Ecco una guida ragionata ai sette casi di mercato rimasti aperti e che nell'ultima settimana prima dello stop dovranno trovare una soluzione. O no?

GUARIN (Inter)

Il colombiano vive ormai da separato in casa dopo il caos dello scambio tramontato con Vucinic. Che dovesse partire lo si era capito da ottobre, essendo uno dei pochi interisti con un valore di mercato, ma nel frattempo la situazione si è ingarbugliata. Gli uomini di Thohir (quali?) lo stanno offrendo ovunque senza aver trovato ancora un acquirente disposto ad avvicinarsi alla valutazione di 12-15 milioni di euro. Ipotesi? Galatasaray (40%) o Tottenham (30%) ma alla fine potrebbe anche restare per mancanza di offerte. Postilla: in ogni caso l'Inter non arriverà alla valutazione di 13,5 milioni che era alla base dello scambio con la Juventus e che avrebbe consentito di scrivere a bilancio una plusvalenza di 4 milioni. Ricordarselo quando si scriverà la parola fine su questa vicenda.

VUCINIC (Juventus)

Che fa Mirko? L'altra vittima del pasticciaccio brutto sull'asse Milano-Torino va o resta a Vinovo? A seguire le dichiarazioni ufficiali non c'è nessun problema per la sua permanenza in bianconero. A grattare sotto la crosta, invece, emergono le giornate febbrili del suo agente per cercarli una sistemazione, preferibilmente in Italia, e il retroscena della telefonata della Juventus all'Inter un'ora prima della conferenza stampa di Marotta che ha sancito la rottura tra i club: "Lo volete o no Vucinic? Anche in prestito con obbligo di riscatto". Insomma, Mirko è in cima alla lista dei vendibili anche per volontà di Conte. Prepariamoci ad assistere a una settimana di passione e voci.

GONALONS (Napoli)

Doveva essere fatta a inizio gennaio. Poi c'è stato il no del presidente del Lione, Aulas. Poi la riapertura del canale di trattativa cui sono seguite le parole del giocatore che ha annunciato la volontà di rimanere in Francia fino a giugno. Però gli uomini di mercato dei due club hanno continuato a parlarsi fino a oggi e quindi l'affare non è sfumato del tutto anche perché il Napoli ha bisogno di un altro centrocampista oltre a Jorginho. Previsione? Alla fine non si farà e al San Paolo arriverà un altro dei nomi che vengono fatti in queste ore ma non Guarin, perché per uno strano scherzo del mercato De Laurentiis ha soldi in contanti per tutti tra che per l'amico Moratti. Amico?

BIABIANY (Juventus)

O Nani, o Menez o tutti gli altri accostati alla squadra bianconera in queste settimane. A Conte serve un attaccante esterno per tentare il passaggio al 4-3-3; lo hanno capito tutti e il duo Marotta-Paratici ci sta lavorando. Arriva o no? Biabiany è sempre stato in pole, ma via via si sono aggiunti e tolti tutti gli altri nomi e la Juventus non ha mai affondato il colpo con convinzione su nessuno. Perché? Questioni di bilancio (l'eliminazione dalla Champions League pesa anche se non viene enfatizzato) e di scelte del tecnico. Possibile che non se ne faccia nulla. Possibile ma non sicuro.

RANOCCHIA (Inter)

E' in vendita da settimane, esposto sulla vetrina ma senza acquirenti veri. Il difensore dell'Inter è l'esempio più evidente di come sia difficile monetizzare anche un buon giocatore in tempo di crisi. Per i nerazzurri vale 15 milioni di euro, Mazzarri lo ha relegato al ruolo di riserva (e questo non aiuta) e a quella cifra non è arrivato nessuno. Piace al Borussia Dortmund ma pensando a investimenti nettamente più bassi. Il nodo della questione è la scadenza del suo contratto con l'Inter: giugno 2015. Tradotto in soldoni significa che o i nerazzurri lo vendono adesso, oppure devono proporgli un rinnovo perché tra sei mesi il suo valore di mercato sarà nettamente più basso e tra un anno potrà liberarsi a parametro zero. Previsione? Via anche a prezzo di saldo.

OSVALDO (Southampton)

Il ragazzo ce la sta mettendo tutta per facilitare le cose ai suoi spasimanti: rendimento così così, integrazione scarsa nel club inglese e adesso anche la rissa con un compagno che ha portato alla sospensione per due settimane. Copione classico, insomma. Il problema è che costa comunque tanto e il Suothampton naviga in cattive acque e vuole cash, cioè quello che quasi nessuno può permettersi. Mazzarri lo andrebbe a prendere personalmente in Inghilterra e anche a Prandelli non dispiacerebbe riaverlo in serie A visto che l'infortunio di Rossi lo ha rimesso al centro del progetto Italia per il Mondiale. Consiglio: chi lo vuole aspetti il 30 gennaio...

PJANIC (Roma)

E' l'incubo del tifosi della Roma e il sogno (confessato) di Blanc e dei dirigenti del Psg. In realtà potrebbe essere l'ennesimo colpo da maestro di Sabatini che si è cautelato prendendo Nainggolan e che cedendo il bosniaco dopo la migliore stagione della sua carriera incasserebbe oltre 30 milioni di euro. Si farà? A Parigi giurano di sì. A Roma garantiscono che non se ne parla fino a giugno e magari anche dopo. Colpo che si può chiudere anche all'ultimo: Pallotta godrebbe nel vedere la plusvalenza.

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