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Gli oriundi non sono il problema, ma l’Italia ha davvero bisogno di Amauri?

Questa sera la nuova Italia targata Cesare Prandelli farà il suo esordio nell’amichevole londinese contro la Costa D’Avorio. Una squadra totalmente rivoluzionata ma che già dalle convocazioni ha fatto respirare ai tifosi azzurri un’aria nuova e carica della forza di …Leggi tutto

Amauri durante il suo primo allenamento a Coverciano in maglia azzurra  ANSA/  CARLO FERRARO

Amauri durante il suo primo allenamento a Coverciano in maglia azzurra ANSA/ CARLO FERRARO

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Questa sera la nuova Italia targata Cesare Prandelli farà il suo esordio nell’amichevole londinese contro la Costa D’Avorio. Una squadra totalmente rivoluzionata ma che già dalle convocazioni ha fatto respirare ai tifosi azzurri un’aria nuova e carica della forza di due talenti puri del nostro calcio: Antonio Cassano e Mario Balotelli. Le sorprese non sono mancate anche negli altri reparti mentre la convocazione che ha destato più scalpore è stata quella di Amauri, brasiliano naturalizzato italiano che farà così il suo esordio in maglia azzurra.

La chiamata dell’attaccante juventino nativo di Carapicuíba ha destato polemiche anche a livello politico. Dopo le dichiarazioni del deputato della Lega Nord Davide Cavallotto che ha parlato di come fosse insensato “convocare in azzurro gli scarti delle altre nazionali”, il giocatore ha replicato di non avere nulla di cui vergognarsi e di essere ansioso di far cambiare idea agli scettici. Tuttavia la discussione sembra avere un basso valore politico se messo a confronto con quello tecnico, gli oriundi nelle nazionali sono stati sempre una realtà crescente ma la vera domanda è un’altra: quanto ha bisogno l’Italia di un attaccante come Amauri?

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Esaminando il nuovo modulo che verrà utilizzato da Cesare Prandelli si capisce che l’utilizzo delle tre punte sarà o quasi una costante della nuova squadra. Due esterni veloci come Cassano e Balotelli (che avranno in panchina i sostituti Quagliarella e Pepe) e una punta centrale di peso capace di concretizzare il gioco sulle fasce sia nel 4-3-3 che nel 4-2-3-1. Già nel preliminare con la Juventus Amauri ha dimostrato di voler tornare il giocatore devastante nel gioco aereo visto nelle annate con il Palermo, tuttavia il giocatore ha già trent’anni e non sembra in grado di fare la differenza a confronto dei vari Gilardino, Borriello e Pazzini.

Amauri ha segnato una doppietta nell'andata del terzo turno preliminare di Europa League (ANSA)

Amauri ha segnato una doppietta nell'andata del terzo turno preliminare di Europa League (ANSA)

Anche l’ex ct dell’under 21 Marco Tardelli ha chiarito il suo punto di vista in merito alla questione:

Non condivido la convocazione di Amauri. Il paragone con la Germania non regge. Sono stati convocati giocatori di origine non tedesca, ma comunque nati in Germania. Amauri è nato in Brasile e non ha trovato spazio con la sua nazionale. In questo caso il discorso, che riguarderebbe anche Taddei e Thiago Motta, mi sembra diverso e non condivisibile

Amauri festeggia dopo il gol allo Shamrock Rovers  EPA/AIDAN CRAWLEY

Amauri festeggia dopo il gol allo Shamrock Rovers EPA/AIDAN CRAWLEY

Il giocatore non ha nessuna intenzione di ascoltare le critiche di chi gli fa presente che al prossimo mondiale avrà 34 anni, Prandelli è certo che Amauri possa fare la differenza nel suo scacchiere e già da stasera il campo potrebbe dare ragione al nuovo allenatore della nazionale. A mio modo di vedere la questione degli oriundi è chiara: esistono nazionali di calcio “obbligate” a naturalizzare per alzare il livello tecnico e altre che convocano giocatori nati altrove ma cresciuti in patria. Non credo che l’Italia abbia bisogno di giocatori come Amauri, Thiago Motta e Taddei, trentenni che chiuderebbero spazio ai nuovi Balotelli e Cassano, magari nati fuori dai confini ma con un perfetto dialetto bresciano e barese.

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