La rivincita di Galliani: si è ripreso il Milan
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La rivincita di Galliani: si è ripreso il Milan
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La rivincita di Galliani: si è ripreso il Milan

Seedorf messo sotto tutela, l'intesa con Barbara rinsaldata e la carta bianca ricevuta da Berlusconi per traghettare la squadra fuori dalla crisi

Siccome la notizia, fatta uscire dagli ambienti milanisti dopo il faccia a faccia in sede, che Galliani starà vicino alla squadra nella doppia trasferta di Roma e Firenze, non lasciandola sola nemmeno nel contestato ritiro all'Acquacetosa, è una non notizia, è evidente che il venerdì che ha chiuso la settimana più difficile della storia recente del Milan lascia in eredità ben altre chiavi di lettura. Galliani è il Milan da 28 anni e a memoria d'uomo ha saltato un pugno di gare, ritiri e trasferte e sempre per motivi inattaccabili. Dunque l'ad con delega sportiva farà quello che ha sempre fatto nell'ultimo quarto di secolo, ma nella valigia metterà anche molte più certezze di quelle con cui si era imbarcato domenica a pranzo per raggiungere San Siro e la contestazione che lo aveva nel mirino.

La parabola degli ultimi sette giorni potrebbe essere riassunta con le "storie che fanno giri immensi e poi ritornano" che spesso sono state la colonna sonora dell'era Galliani. Lo storico dirigente è passato da capro espiatorio dei tifosi (comunicato di venerdì 14 marzo e contestazione fuori e dentro lo stadio) a caposaldo del nuovo corso rossonero. Ha rinsaldato il rapporto con Berlusconi, mostrato a tutti come il suo apporto sia ancora fondamentale e come il Milan, senza la sua guida esperta, rischi di trasformarsi in un vespaio in cui è possibile che nell'arco di poche ore vengano 'soffiati' a giornali e tv particolari, retroscena e notizie solo all'apparenza in contraddizione l'uno con l'altro.

Galliani si è ripreso il Milan e d'ora in poi torneranno a valere le sue regole. C'è chi in questa settimana si è bruciato definitivamente (Paolo Maldini con la sua intervista alla Gazzetta dello Sport) e chi è finito in un angolo. E' il caso di Seedorf, cui stanno nuocendo più gli atteggiamenti e la 'guerra' a Galliani che i risultati pure pessimi. Il faccia a faccia in sede, fatto filtrare non a caso, ha affermato una cosa che può essere banale solo all'apparenza: il responsabile dei rapporti tra la squadra e la proprietà è Galliani e d'ora in poi lui sarà l'interlocutore di Seedorf. Piaccia o non piaccia al tecnico olandese, la cui permanenza verrà vagliata nelle prossime settimane sempre che Lazio e Fiorentina non segnino un tracollo tale da consigliare un immediato cambio di rotta.

Resta la questione dei rapporti con Barbara Berlusconi. L'ultima settimana ha ricompattato, se possibile, il fronte dei due amministratori delegati che hanno trovato un motivo in comune di insoddisfazione. Impossibile per Barbara prendersela con Adriano per il deludente impatto di Seedorf (voluto fortemente dal padre e da lei avallato) e semplice per Adriano cogliere l'occasione per rimettere a posto un po' di cose senza entrare in rotta di collisione con l'altra anima del club. In fondo è stata anche la settimana dell'ufficialità dell'interesse per il progetto di un nuovo stadio. C'è spazio e materia per tutti, dunque. Chi vorrà restare al Milan dovrà farci i conti e adeguarsi.

 

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