Turrini: “Verstappen superdotato, Ferrari da ripensare”

La prima firma della Formula 1 per il Quotidiano Sportivo, dice la sua sulle ultime notizie che arrivano dal Circus. “Raikkonen? Per Maranello, la scelta migliore possibile”

Max Verstappen, figlio dell'ex pilota Jos. Dal 2015 correrà in F1 al volante della Toro Rosso – Credits: EPA/Sander Koning

Dario Pelizzari

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Ieri l'annuncio: Max Verstappen, figlio diciassettenne dell'ex pilota Jos, sarà al volante della Toro Rosso nel prossimo campionato della Formula 1. La Red Bull continua a sfornare promesse che spesso e volentieri diventano campioni. Di questo e dei problemi in casa Ferrari abbiamo parlato con Leo Turrini, tra i più attenti osservatori del Circus della F1.

“La mia secondogenita, poco più che diciottenne, ha già fatto quattro o cinque 'sbreghi' con la macchina. Per carità, roba da poco, ma mi fa pensare che questo Verstappen, che non ha nemmeno l'età per la patente, sia un superdotato. Battute a parte, credo che l'ingaggio del giovane pilota olandese rappresenti l'ultimo atto di un'estremizzazione di una linea che la Formula 1 ha preso una decina di anni fa. Quando debuttò Alonso con la Minardi aveva sì e no vent'anni e pensavamo tutti fosse giovanissimo. Da allora, l'età media si è drasticamente abbassata. Oggi, le scuderie cercano ormai quasi tutte di scoprire il nuovo asso in tenera età per risparmiare e non poco sullo stipendio. Tuttavia, va anche considerato che negli ultimi tempi guidare una monoposto di F1 è evidentemente diventato più adatto allo spirito dei ragazzini della cosiddetta 'generazione playstaton'. La Red Bull segue questa politica con molto coraggio. Certo, a volte ci prendono, a volte meno. Ricordiamo che Vergne e Buemi sono stati scaricati in modo brutale”.

A Maranello, l'Accademia sforna da tempo piloti che fanno fatica a trovare spazio al volante della Ferrari. Qualcosa non torna?

“L'idea della Driver Academy è molto positiva. Ma il vero problema è che alla Ferrari manca un team satellite. La Red Bull ha la Toro Rosso. A Maranello, invece, quando pensano che un pilota sia pronto per correre in F1, lo consegnano alla Sauber o alla Marussia. Ed è un'altra cosa. Due piloti usciti dall'accademia di Maranello, come Perez e Bianchi, devono attraversare difficoltà diverse rispetto a un collega della Toro Rosso. E poi, la Ferrari ha una storia che le altre scuderie di primo piano non hanno. E' quasi inevitabile che un team della sua tradizione scelga di puntare su piloti che le garantiscano da subito prestazioni di alto profilo. La Driver Academy è dunque per ora una strada senza sbocchi. Potremo dare un giudizio finale sull'accademia quando un giovane passato da lì diventerà un pilota ufficiale della Ferrari. Oggi è un progetto non ancora decifrabile negli esiti”.

Largo ai giovani. C'è ancora chi sarebbe stato felice se la Ferrari avesse deciso di affidare la monoposto di Massa a Hulkenberg.

“Troppo facile ragionare col senno di poi. Ricordo a tutti che lo scorso anno Raikkonen è stato uno dei piloti migliori del mondiale. La Ferrari voleva arruolare un top driver da affiancare ad Alonso per tornare a vincere e ha scelto lui, una scelta a mio avviso assolutamente incontestabile. Le cose non sono andate bene, è vero, ma la colpa non è dei piloti, bensì della macchina, che non va come dovrebbe. Certo, a parità di condizioni lo spagnolo ha fatto meglio del finlandese. Ma non credo che qualcuno possa dire che se ci fosse stato Hulkenberg al posto di Raikkonen ora la Ferrari starebbe correndo per il titolo”.

Il presidente Montezemolo ne è sicuro: il rinnovamento interno della scuderia di Maranello sarebbe piaciuto a Enzo Ferrari. Tutti convinti?

“Montezemolo sta attuando una ristrutturazione globale del reparto corse, è giusto che dica una cosa del genere. Anche se i paragoni con epoche diverse lasciano sempre il tempo che trovano. All'epoca del Drake, la Formula 1 era completamente diversa. Nell'approccio e nei contenuti. Difficile fare un collegamento che stia in piedi davvero”.

La sua intervista con Luca Marmorini , responsabile della power unit della F14 T, ha provocato scossoni di tutto rispetto dalle parti di Maranello. “Colpa mia, ma pure di Tombazis”, ha detto l'ex uomo Ferrari.

“Marmorini non si è chiamato fuori dalle responsabilità. Ha risposto a chi dall'inizio della stagione continua a sostenere che tutti i problemi della Ferrari sono dovuti alla debolezza della power unit. Ecco, lui ha voluto spiegare che ha lavorato seguendo le indicazioni dei colleghi che hanno disegnato la macchina. Gli hanno chiesto un motore più piccolo e meno potente perché erano convinti che avrebbero colmato il gap di cavalli con l'aerodinamica. E' la sua verità, per carità. Ma credo vada apprezzato che finalmente qualcuno ci abbia voluto mettere la faccia. Sono stati sostituiti il responsabile del reparto corse (ndr, Stefano Domenicali) e quello del reparto motori (ndr, Marmorini), mentre il progettista è rimasto al suo posto (ndr, Nikolas Tombazis). Avranno fatto le loro valutazioni”.

Domenica si corre a Spa, pista particolarmente gradita a Raikkonen, che nel 2009 raccolse l'ultima vittoria della sua prima avventura in Ferrari proprio nelle Ardenne. Ci sono i presupposti per fare bene?

“Come diceva Schumacher, Spa è la pista più bella del calendario mondiale. E' un teatro meraviglioso e non mi sorprende che negli anni ci abbiano vinto i più grandi. Raikkonen è uno dei re delle Ardenne. Ha spesso fatto benissimo da quelle parti, anche se non credo che con la macchina che si ritrova quest'anno possa fare tantissimo. A meno che non piova. Succedesse, ci potrebbero essere delle sorprese”.

Twitter: @dario_pelizzari

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