Marchionne vs Montezemolo: sprofondo rosso

L'ad di Fca ha ripreso a mezzo stampa il presidente della Ferrari, che potrebbe pagare l'ennesima stagione deludente della monoposto di Maranello. L'opinione di Giorgio Terruzzi - I numeri di Montezemolo - Le immagini dei suoi anni in Ferrari

Felipe Massa tra Marchionne e Montezemolo nel novembre 2013 al Mugello in occasione del Ferrari Challenge – Credits: ANSA/MAURIZIO DEGL'INNOCENTI

Dario Pelizzari

-

Da Cernobbio a Monza, in un saliscendi di parole al peperoncino che quasi certamente cambieranno, meglio, stravolgeranno le logiche della Ferrari a stretto giro di posta. Sergio Marchionne, amministratore delegato di Fca, contro Luca Cordero di Montezemolo, presidente della scuderia di Maranello. Il primo punta il dito, il secondo incassa, nell'attesa di ribattere e chiudere. Nel mezzo, il dramma sportivo di un Cavallino sempre più imbolsito e sfiancato dalla lotta impari con Mercedes, Williams e Red Bull. A Monza, il tonfo che fa rumore e suggerisce rivoluzioni. Marchionne e Montezemolo, siamo ai titoli di coda.

“Credo che ormai non vi siano più dubbi in merito – spiega Giorgio Terruzzi, prima firma dello sport targato Mediaset – Ma mi sorprende la forma. Voglio dire, queste cose si potrebbero risolvere nei consigli di amministrazione o comunque lontano dalle telecamere. Perché hanno scelto di mandarsele a dire in questo modo? E poi, a un mese dall'entrata in borsa della Fca non mi pare sia stata una mossa straordinaria creare un dissidio così palese tra il vertice Fiat e il vertice Ferrari. Evidentemente, vi sono tra loro allergie e insofferenze non più controllabili e i problemi potrebbero essere molto più complessi di quelli che noi conosciamo. Sabato Montezemolo ha detto che avrebbe fatto sapere lui cosa gli accadrà e il giorno dopo Marchionne gli ha risposto per le rime: 'noi sei tu che decidi, lo faccio io adesso'. Ha parlato da padrone a dipendente. Il che è clamoroso nella forma, indica quasi certamente una strada di non ritorno. Senza prendere le parti di uno o dell'altro, sono convinto che nessuno può avere la pretesa di fare andare forte la Ferrari di oggi. Il problema è tecnico e non di breve risoluzione”.

La Ferrari non vince e non convince ormai da qualche anno: colpa del presidente?

“Montezemolo è lo stesso che ha vinto tutto e per anni con Schumacher. Non è un'altra persona. Bisogna imparare a perdere anche in Formula 1, ecco tutto. Accettare che la soluzione vincente arrivi da un tecnico di un'altra scuderia. Aldo Costa è stato allontanato dalla Ferrari ed è il progettista di questa Mercedes dei record. Per contro, Adrian Newey ha fatto volare la Red Bull per quattro anni, ma oggi è responsabile di una macchina meno veloce della Mercedes. Succede. E in un periodo come questo, in cui la tecnologia la fa da padrone, non è un attimo recuperare, tutt'altro”.

Dal rumoroso addio di Domenicali al siluramento di Marmorini, fino al probabilissimo arrivederci e grazie di Montezemolo. Si cambia per volere di popolo o per reale convinzione?

“C'è qualcosa di calcistico in questo approccio. La Formula 1 è molto più complessa di un campionato di calcio. Un esempio? Il budget che ha avuto a disposizione Domenicali negli ultimi anni è stato enormemente più basso di quello stanziato per Todt. E ancora. La forza del reparto motori della Mercedes non è paragonabile a quella di una scuderia come la Ferrari. Insomma, ci sono ragioni complesse dietro a un risultato mancato. Non è mai soltanto un problema di management. Stiamo parlando di persone capaci come Domenicali e Marmorini, che non sono certamente gli ultimi arrivati. Ci sta che un capo decida di cambiare, ma gli effetti di una simile decisione si possono apprezzare dopo almeno un paio d'anni. Mattiacci ha preso il posto di Domenicali e non è che le macchine abbiano improvvisamente cominciato a girare. Non funziona così in Formula 1. E' lavoro”.

Si dice che il sostituto di Montezemolo potrebbe essere lo stesso Marchionne, che assumerebbe l'incarico di numero 1 della Ferrari nell'attesa di affidare l'azienda a un uomo di sua fiducia. Quali dovrebbero essere le prime decisioni dell'amministratore delegato di Fca?

“Mi guardo bene dal dire cosa dovrebbe fare Marchionne al comando della Ferrari, perché non conosco nei dettagli i problemi che ha Maranello in questo momento. Di certo, c'è un progetto tecnico già avviato che riguarda la macchina dell'anno prossimo. Non si cambia registro oggi. Tocca guardare molto più in là, non a domani bensì a dopodomani. Occorre avere la consapevolezza di avere a che fare con un periodo difficile e quasi sicuramente non breve”.

L'attacco di Marchionne è funzionale a far dimenticare la Ferrari 'americana'? E se sì, con quali esiti sui tifosi, al di là del probabile vantaggio economico?

“Non credo che ci sia questo disegno dietro alle dichiarazioni di Marchionne. Tra un mese ci sarà la quotazione in borsa della Ferrari e non mi pare questa una mossa che possa depistare l'attenzione degli addetti ai lavori. Anzi. Ribadisce che l'azienda cambia e con lei potrebbero cambiare i dirigenti. Nulla di più, nulla di meno”.

Twitter: @dario_pelizzari

© Riproduzione Riservata

Commenti