Formula 1

"la Pallonata": se la Ferrari diventa Prancing Horse

Per motivi fiscali il Cavallino Rampante sta pensando di galoppare dall'Italia all'Olanda o all'Inghilterra. Lasciando i tifosi a... pagare le tasse

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Giovanni Capuano

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E, dunque, dovremo rassegnarci all'idea di veder emigrare anche il marchio italiano più famoso nel mondo dopo pizza, mafia e mandolino. La cura Marchionne non lascia scampo: se un'azienda vuole aumentare i suoi utili, il modo più semplice è pagare meno tasse. Quindi, se i rumors finanziari saranno confermati, la Ferrari trasferirà la sede legale all'estero (Inghilterra o Olanda) copiando la fu-Fiat e tanti saluti al fisco del Belpaese. Perderemo l'orgoglio di tifare per una scuderia italiana e dovremo fare l'abitudine a considerarla anglo-italiana o mezza olandese o chissà che altro.

Peccato. La Ferrari è sempre stata l'immagine bella di un Paese sfigato. Anche negli anni in cui ha perso, col suo Cavallino Rampante e la livrea rossa impossibile da confondere. I tifosi resteranno tali, ovvio. Però non si offendano se noi, dal giorno della fuga in poi, faremo un po' più fatica a emozionarci per le imprese del "Prancing Horse" o di "De Rode". Oppure nessuna sorpresa quando parleremo con immutata ammirazione della grandezza del design italiano di Pinin Flour e dell'immortale bellezza di leggende dell'automobilismo come la Ferrari Rood Hoofd o la mitica Small Boat. 

Vi siete persi? Nessun problema. Per tornare alla versione originale basta usare il traduttore di Google. Oppure restare a pagare le tasse in Italia. Dubitiamo che a Marchionne la seconda operazione interessi più della prima.

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