Calciomercato

Inter e Lukaku: ecco perché rischia di saltare il grande colpo dell'estate

La difficoltà di cedere Icardi, i paletti di Zhang e la posizione del Manchester United: non è detto che Conte alla fine ottenga il belga

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Giovanni Capuano

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Se il vertice di Nanchino tra Zhang, la dirigenza Inter e Conte, ha da un lato fornito risposte tranquillizzanti per il tecnico a proposito della volontà di colmare le lacune della rosa dandogli la squadra che serve per andare all'assalto della Juventus, non si può dire che abbia avvicinato un epilogo positivo della trattativa per acquistare l'attaccante belga Lukaku.

Non è ancora un no definitivo, però i giorni passano e le condizioni per le quali l'Inter possa avvicinare le richieste del Manchester United (83 milioni di euro senza contropartite tecniche) non si stanno concretizzando. Anzi. 

A quanto risulta l'input cinese della proprietà è stato chiaro: per mettere sul tavolo un'offerta compatibile con la domanda inglese, alzando l'attuale budget da 60-65 milioni di euro, sarà prima necessaria la cessione di Icardi a un prezzo vantaggioso. Certamente non i 30-40 milioni di cui si parla adesso come scenario da fine mercato, ma qualcosa che si avvicini molto di più alla valutazione (teorica) di almeno 60 che continua a dare la dirigenza nerazzurra.

Informazione che ora è anche sul tavolo di tutti i soggetti interessati: l'Inter si muoverà con decisione su Lukaku solo dopo aver ceduto Icardi. Via libera per Dzeko e piano B legato al nome di Leao, un classe 1999 del Lilla che ha una quotazione di una quarantina di milioni.

Significa che l'affare Lukaku è definitivamente tramontato? No. Però che è sempre più difficile immaginare una conclusione rapida e felice per Conte. Anche perché il trascorrere del tempo sta avvicinando la chiusura del mercato della Premier League che scatta il 9 agosto a trattativa ferme. Dunque è immaginabile che lo United prima o poi darà un termine perentorio all'Inter, anche perché deve eventualmente cercare un sostituto, e che lo stesso Lukaku non abbia volontà e convenienza a rimanere in posizione di stallo troppo a lungo.

Il guaio alla caviglia che lo ha messo fuori dalle amichevoli estive è reale, ma è anche un problema non di grave entità e che è stato funzionale alla gestione della trattativa. Il belga vuole l'Inter, con cui ha un accordo, ma ha anche fretta di capire dove giocherà la prossima stagione e sul belga gli occhi puntati non solo solo quelli nerazzurri.

Insomma, il fattore tempo conta eccome. La gestione del caso Icardi sta incidendo non poco nella possibilità di dare a Conte il primo nome della lista dei rinforzi voluti ma è da immaginare che Marotta e Ausilio sapessero a cosa andavano incontro. Anche per questo non si è ancora arrivati alla parola 'fine' e la porta resta aperta. Solo leggermente socchiusa rispetto a qualche giorno fa.

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