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Donnarumma resta? Serve un atto d'amore per non bloccare il Milan

Il portierone non vuole andare via, ma ha un contratto (pesante) che scade nel 2021. E così rischia di mettere in difficoltà il club

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Giovanni Capuano

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Gianluigi Donnarumma vuole restare al Milan e la conferma del suo amore per i colori rossoneri e della relativa serenità dopo le fibrillazione dell'estate 2017 sono una buona notizia per i tifosi milanisti. In fondo anche nelle settimane della rottura con la precedente dirigenza il pensierodel numero 99 era stato abbastanza chiaro, seppure per lungo tempo nascosto dietro le strategie del suo procuratore Mino Raiola.

Quella guerra ha lasciato in eredità un contratto pesante dal punto di vista economico (6 milioni di euro netti più uno per il fratello Antonio) e relativamente corto. Non un quinquennale ma un accordo con scadenza 30 giugno 2021 che ora sta tornando d'attualità perché costringe il Milan ad anticipare una serie di riflessioni.

Donnarumma vuole restare e il club non è contrario per principio. Però non può ignorare eventuali offerte, anche perché Gigio rappresenterebbe la plusvalenza salva bilancio da mostrare alla Uefa in vista del futuro settlement agreement, e soprattutto non può lasciare il suo portiere nell'attuale situazione contrattuale. Se Donnarumma si ferma a Milano deve farlo firmando contestualmente un prolungamento che blindi la posizione di Maldini e Boban. Altrimenti tra un anno sarà all'inizio dell'ultima stagione col fortissimo rischio, quasi una certezza, di arrivare alla scadenza con conseguente danno economico.

E dunque? La lettura della situazione è semplice. L'atto d'amore di Donnarumma non può essere solo restare al Milan, in un club che oggi ha una prospettiva di vittoria certamente inferiore ad altre piazze. L'atto d'amore (sincero) deve essere anche mettere il club nella condizione di poterselo permettere, abbassandosi lo stipendio e mettendo la società al riparo da possibili 'scippi' a parametro zero. Una scelta coraggiosa, spalmando la cifra su più stagioni e rimandando al rinnovo successivo il definitivo salto di qualità in busta paga.

Un discorso non semplice da far digerire a un professionista che ha davanti a sè una carriera luminosa e ricchissima e nemmeno a un agente scaltro come Raiola. Ma è l'unica via perché alle parole seguano i fatti. La firma del 2017 è arrivata in coda a una vicenda lacerante e bruttissima: adesso Gigio ha l'opportunità di cancellarla definitivamente.

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