ESCLUSIVO - L'Uefa processa il Psg, poi toccherà a Inter e Milan...

Il club francese convocato per spiegare la partnership con il Qatar ma nella lista ci sono anche le milanesi. Come cambieranno le norme

Alcuni dei gioielli del Psg: il club è sotto inchiesta Uefa – Credits: Afp

Giovanni Capuano

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I dirigenti del Psg si sono presentati alla sede Uefa lo scorso 28 novembre. Giornata intensa, trascorsa a provare a convincere i saggi del Comitato di controllo della bontà dei propri bilanci e, in particolare, della correttezza anche formale dell'accordo di sponsorizzazione con l'ente del turismo del Qatar che ha portato una montagna di denaro a Parigi con effetto anche retroattivo a partire dal 2011. Impresa titanica e risulta che il board Uefa non sia rimasto molto impressionato dalla relazione del Psg verso il quale si aprirà ora un periodo di osservazione e discussione prima che ad aprile vengano espressi i pareri su cui poi l'Uefa si baserà per irrogare le sanzioni.

L'evoluzione è che nella lista dei club che saranno chiamati a dare spiegazioni sui loro bilanci perché i conti non tornano o alcune parti non sono ritenute del tutto convincenti, ci sarebberoo anche due società italiane. Una è l'Inter, che fatica a rientrare nei parametri del Ffp e continua a chiudere con passivi imbarazzanti. L'altra è il Milan, malgrado l'esercizio 2012 in equilibrio sostanziale (-6,9 milioni di euro) che sarà replicato anche nel 2013. 

Nyon ha mosso, dunque, il primo passo formale nei confronti del club dello sceicco Al Thani dando così un segnale forte al calcio europeo che si interroga sulla possibilità del fair play finanziario voluto da Platini di sopravvivere alla sua vera attuazione. I club sotto stretta osservazione sono 6, ma non c'è dubbio che il Psg rappresenta l'emblema di cosa l'Uefa non vuole più che accada nel calcio europeo e intorno ai parigini si sta coagulando un fronte che non gradisce il fair play finanziario: non solo Psg, Monaco, Manchester City e Chelsea, ma anche club turchi (Galatasaray, Fenerbache e Besiktas), russi e, a sorpresa, italiani. Risulta, infatti, che la posizione del Milan sia sia ultimamente modificata, considerando le strette regole Uefa come un ostacolo nella ricerca di nuovi investitori esteri.

La battaglia continua a essere politica oltre che tecnica, insomma. La domanda di fondo rimane se il calcio europeo, in profonda crisi, faccia bene o no a impedire a sceicchi, oligarchi e magnati di sviluppare piani industriali anche molto costosi di cui beneficiano, però, tutti i club per le ricadute a pioggia di denaro. La risposta di Platini fin qui è stata netta, ma adesso è arrivato il momento delle sanzioni e ci sono società come il Psg che difficilmente potranno evitare l'esclusione dalle competizioni europee.

Possibile che i parigini si salvino dalla punizione più dura sfruttando alcune falle del sistema. Nel mirino del Comitato dei saggi c'è soprattutto il contratto con l'ente del turismo del Qatar che per i saggi è 'parte correlata' (cioé espressione della stessa proprietà del club) e per il Psg una semplice partnership molto ben retribuita. Alla fine il Psg potrebbe essere costretto a ricalcolarla su parametri di mercato (e i 125 milioni del 2011-2012, oggi diventati 200 si sgonfierebbero fino a 40-50 al massimo per i parametri Uefa), ma nei prossimi mesi l'Uefa definirà in maniera più chiara le regole del fair play finanziario.

L'obiettivo è costringere tutti a redigere i bilanci seguendo i principi contabili IFRS-IAS così da avere maggiore trasparenza. Sul tema 'parti correlate' ad esempio sarà impossibile non dichiarare i legami tra club e partner. Serve, però, ancora un po' di tempo e in mezzo c'è il primo passaggio formale di applicazione del fair play finanziario. Sfida finale per Platini, che sta perdendo consenso ma non può fare un passo indietro.

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